mercoledì 28 giugno 2017

Mortis arbitri? Qualcosa di 'infero' sta sovvertendo sempre più la società umana

"Corte Europea dei Diritti Umani"? Ora dovremmo chiamarla "Corte Europea della licenza di uccidere".

Hanno deciso di uccidere il piccolo Charlie, bloccando gli strumenti che lo tengono in vita.
E dicono di farlo  "per il suo bene". Ignobili e beffardi!
Di fatto questa decisione segna uno spartiacque e accade nello strano miserabile silenzio di chi autorevolmente dovrebbe gridare dai tetti l'orrore e lo sdegno che essa suscita. 
Sancisce un precedente che spalanca le porte al peggio.
La morte imposta ad un bambino, per sentenza e "per il suo bene" è follia e con essa crolla un altro bastione della "civiltà occidentale", in una società anestetizzata o, peggio, composta da lobotomizzati, che non reagiscono neppure con una fiaccolata e i patetici gessetti. 
Se arrivano a fare del popolo quello che vogliono, a partire dai figli - in una famiglia alla quale stanno facendo perdere, insieme ai connotati, la sua vocazione - nella quale i genitori, non sempre identificabili secondo natura, non sono più responsabili neppure della vita oltre che dell'educazione dei propri figli, quale sarà il prossimo passo?
Ѐ successo qualcosa di terribile e non si tratta più del motus in fine velocior al quale siamo quasi tutti assuefatti. Ѐ un salto, uno spartiacque, dal quale si rischia di non poter tornare indietro. Ma non possono esserci giudici, e neppure uno stato, che decidano chi come e quando si debba morire. Il fatto che si tratta di un bambino fa più scalpore e colpisce di più; ma la gravità dell'evento è inaudita e gravida di conseguenze.
Cinicamente osano parlare di 'costi' e nessuno a dire che la vita non ha prezzo : il suo valore non è di quelli misurabili in termini di profitti o calcoli materiali, perché ci è data e ha un senso e delle finalità che appartengono all'ordine della gratuità. A chi le disconosce bisognerebbe gridarlo, oggi! E invece tutti zitti, soprattutto coloro che contano sullo scacchiere delle decisioni!
Ѐ una delle troppe orrende facce del male profondo che sta tentando di sovvertire l'ordine sociale, rinnegando quello morale, perché rifiuta quello Soprannaturale, il Signore della Vita.

don Curzio Nitoglia. Una questione attuale sull'intenzione dei Sacramenti

Introduzione 

Alcuni valenti teologi contemporanei ritengono, con  un fondamento nella realtà, che le riforme dei Riti sacramentali fatte dopo il 1968 abbiano la tendenza di rendere l’intenzione oggettiva del Ministro difforme da quella creduta e insegnata dalla Chiesa e quindi invalida. 

La conclusione mi sembra esagerata e non corrispondente alla verità. Infatti la sana teologia insegna che l’intenzione oggettiva del Ministro, per rendere valido il sacramento, consiste nel fare ciò che fa la Chiesa  (Concilio di Trento, DS 1611)[1] e non consiste nel credere ciò che essa crede e insegna, cosa che renderebbe la validità dei sacramenti soggetta a una miriade di dubbi negativi e soggettivi, i quali porterebbero allo scrupolo universale. Quindi dalla premessa, realmente fondata, dei suddetti teologi non si può dedurre la conclusione, indebita, della invalidità in sé dei nuovi Riti dei sacramenti, ma al massimo si può arguire che la nozione teologica dei Ministri post-conciliari riguardo ai sacramenti non sempre sia in sintonia con quella della Chiesa, il che, però, non invalida di per sé il sacramento, anche se può portare il Ministro al peccato grave contro la fede e all’eresia personale. In breve il sacramento è valido in sé, ma potrebbe essere gravemente illecito da parte del ministro.    

martedì 27 giugno 2017

Inopportuno e senza ritegno: «Per lo Ius soli, preghiamo»

Leggo sul Blog di Giuliano Guzzo, l'ennesimo scivolone di una 'pastorale' che non può più definirsi tale se diventa un concentrato di elementi sentimentaloidi e ideologici. Stralcio di seguito:
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«Per coloro che ricoprono incarichi di governo e di responsabilità civili, perché si adoperino in tempi rapidi a far approvare la riforma sullo “ius soli”, consentendo ai giovani di origine straniera, nati o cresciuti nel nostro paese, di diventare cittadini italiani non solo di fatto, come già sono, ma anche per la legge. Preghiamo». Ora, che la preghiera dei fedeli risulti talvolta il momento meno ispirato della Santa Messa – riducendosi a concentrato di aria (quasi) fritta in luogo delle sentite intenzioni di orazione dei parrocchiani – non costituisce purtroppo una novità. Tuttavia, da qui a trasformare questo passaggio in un’invocazione affinché si approvi una determinata legge, francamente, ne passa. Anche perché, a ben vedere, non si ricordano precedenti.
O forse qualcuno rammenta una preghiera dei fedeli per l’approvazione di un disegno di legge X a favore delle famiglie numerose? O contro il divorzio breve, le unioni civili e il testamento biologico apripista dell’eutanasia? Niente di tutto questo, dato che – si dice – la Chiesa non fa politica. Benissimo. Ma perché allora, quando c’è di mezzo lo ius soli tanto caro al Pd, si scomoda persino la Santa Messa? Non sarà un po’ troppo? Non si starà perdendo completamente la bussola? Ha senso chiederselo tenendo presente che qui, evidentemente, il punto non è l’unità pastorale di Bellaria, bensì la piega presa da parti importanti del mondo cattolico, le quali oggi sembrano scambiare il Vangelo come vademecum dell’accoglienza dell’immigrato e Gesù come poverello migrante.

Milano. Messe Tridentine presso l'Università Cattolica

mercoledì, 28 giugno - h. 17:45 
Messa nella Vigilia dei SS. Pietro e Paolo 
giovedì 29 giugno - ore 17:45 
Solennità degli Apostoli Pietro e Paolo 

Quest'ultima celebrazione sarà anche occasione per un saluto al nostro cappellano, don Jean-Cyrille, che dal prossimo anno assumerà un nuovo incarico.

Come di consueto, il luogo delle celebrazioni sarà la Cappella San Francesco al primo piano dell'edificio monumentale di Largo Gemelli, lungo l'ambulacro 3 e presso la sommità della scala D.
Nei mesi estivi di luglio e di agosto le celebrazioni sono sospese e riprenderanno in settembre.

I nuovi membri dell’accademia vaticana per la vita difendono l’aborto e la contraccezione

Nella nostra traduzione dal Catholic Herald (16 giugno), riprendiamo un articolo sulla situazione della Pontificia Accademia per la Vita, a seguito delle nomine ed esclusioni papali [qui Magister]. Tra le esclusioni hanno fatto scalpore quelle di studiosi di specchiata fama accomunati dall'aver criticato pubblicamente i nuovi paradigmi morali e pratici dell'attuale Pontificato: il filosofo tedesco Robert Spaemann, amico di Benedetto XVI fin da quando era cardinale [qui la sua critica all'AL]; il filosofo del diritto John Finnis, autore con Germain Grisez di una "lettera aperta" su otto errori di "Amoris Laetitia" [vedi]; l'inglese Luke Gormally; gli austriaci Josef Maria Seifert e Wolfgang Waldstein. Insieme ai loro nomi e al loro contributo spariscono anche tre rappresentanti dell'Est europeo cresciuti alla scuola di Karol Wojtyla a lui fedelissimi: il polacco Andrzej Szostek: l'ucraino Mieczyslaw Grzegocki e il ceco Jaroslav Sturma, psicologo e psicoterapeuta apertamente contrario all'ideologia del "gender". Questi i nomi più autorevoli, ma non sono i soli. Si è trattato di una vera e propria metamorfosi, che è un ribaltamento, in chiave liberal. Di seguito altri dettagli.

I nuovi membri dell’accademia vaticana per la vita difendono l’aborto e la contraccezione

Avraham Steinberg ha giustificato alcuni casi di aborto, mentre il Padre Maurizio Chiodi afferma che la contraccezione può essere ammissibile. Altri due membri della Pontificia Accademia per la Vita sostengono posizioni controverse sulla bioetica. 
Il professore e rabbino Avraham Steinberg, uno dei 45 membri ordinari del Consiglio Pontificio per la Vita nominati questa settimana, ha presentato argomenti in favore dell'interruzione della gravidanza in casi determinati. 
Nel 2008 Steinberg ha dichiarato sull'australiana Radio National che un embrione “non possiede lo status di persona umana” durante i primi 40 giorni di gravidanza, al termine dei quali, secondo lui, avrebbe “un certo qual status, anche se non completo, di persona umana”.

lunedì 26 giugno 2017

Livorno, disabile sfrattato: anonimo benefattore compra la casa all'asta e gliela restituisce

Ristoriamoci con una notizia di cronaca confortevole, che ci riconcilia con una  realtà di cui siamo spesso costretti a cogliere i lati più problematici e dolorosi. Sottolineiamo anche il positivo che ci capita di incontrare...

È una storia a lieto fine quella che arriva da Livorno: un anonimo benefattore ha comprato la casa di un uomo disabile in difficoltà finita all'asta e gliel'ha restituita.
Non si conosce né il nome né il volto del misterioso filantropo di questa vicenda avvenuta a Livorno: vuole restare anonimo "perché quando si fa del bene lo si fa e basta, senza pubblicità, senza altri fini, come un imperativo categorico", ha spiegato. Eppure il suo gesto lo ha fatto diventare famoso in tutta la città.

Milano. La Processione del 29 giugno cambia percorso

Gli amici di Milano comunicano che la Questura ha imposto un cambiamento di percorso per la processione del 29 giugno, annunciata qui [vedi anche].
A lato la nuova locandina con gli aggiornamenti
(cliccare sull'immagine per ingrandire)

Contatti: milanoorante@gmail.com

L'Italia s'è desta?

Pensieri in libertà, così, a caldo, pur nella consapevolezza della complessità della situazione e degli scenari.
I risultati delle elezioni amministrative ci mostrano e dimostrano un elettorato sfiduciato (pesante astensionismo al di là del periodo estivo) nei confronti di questa classe politica e della sua irresponsabile ostinazione in orientamenti normativi tecnocratici e mondialisti. Sostanzialmente contro l'uomo (maschio e femmina li creò), la famiglia, la patria e l'ordine sociale che ne consegue. Ma dimostrano anche che chi non si è astenuto aborrisce gli orientamenti disfattisti e suicidari - compresa l'apocalittica invasione islamica - che quotidianamente piovono dagli scranni parlamentari con l'inconsueto anomalo avallo del Soglio di Pietro e corifei cantanti. Una ventata di protesta, ma anche di consapevolezza e di speranza. Non tutto è perduto. Coraggio avanti! E non smettiamo di martellare...

domenica 25 giugno 2017

Per approfondire. 28 giugno: Teoria e pratica per una presa di coscienza autenticamente cattolica

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Un'interessante iniziativa dell'Unione Apostolica Fides et Ratio:

- Presentazione del libro di Elisabetta Frezza sulla Mala scuola Gender. Il sistema "educativo" per abolire la ragione e manipolare i nostri figli 

- Relazione di Cristiano Lugli sul risveglio del cattolicesimo romano a partire dall'esperienza di Reggio Emilia.

Il nesso tra la Beata Vergine e l’Eucaristia

Verità cattoliche che ci fa bene ribadire perché siano sempre più approfondite oppure scoperte e meditate. Il rapporto intimo e vitale che intercorre tra la Santissima Eucaristia e Maria Vergine è facilmente intuibile dalla pietà e dall’intelligenza dei fedeli. Già gli antichi Padri ne avevano colto il legame inscindibile, scolpendolo con espressioni sublimi, il cui significato è stato accolto anche dalla santa Liturgia. Padre Pio, come pure Pio XII, amavano ricordare la sua presenza sull'altare, così come Ella era presente e partecipe ai piedi della Croce, .

La moderna cristianità pare aver dimenticato quell’intimo ed indissolubile nesso ch’esiste tra la Santissima Eucaristia e la Vergine Madre di Dio, Maria.

Questo nesso non era affatto estraneo ai Padri della Chiesa e, in genere, agli autori antichi. San Gregorio di Nissa, ad esempio, chiama l’Eucaristia Mysterium Virginis (il mistero della Vergine). Sant’Efrem il Siro ha scritto che Maria è quella «vite verginale che ha dato l’uva il cui dolce vino ha apportato sollievo a coloro che piangono». San Massimo di Torino ha asserito che «Maria è la Manna [...] che, come discesa dal cielo, ai fedeli di tutte le Chiese fece fluire un cibo più dolce del miele». È celebre anche l’epitaffio di Abercio (II sec.) in cui l’Eucaristia è definita «il pesce [...] pescato dalla Vergine casta». «Quel pesce (l’Eucaristia) – rileva il Roschini – è di Maria, poiché l’umanità sacrosanta di Cristo, ipostaticamente unita alla divina persona del Verbo, è sua, è stata presa da lei. Quel pesce è tutto di Maria, poiché l’umanità sacrosanta è stata presa tutta da Lei, unicamente da Lei che, oltre ad essere Madre di Cristo, è anche Vergine pura, ossia una Vergine-Madre».