venerdì 20 ottobre 2017

Venerdì 20 ottobre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Di fronte all’azione instancabile dei nemici di Cristo, che si palesano sempre più numerosi anche tra coloro che dovrebbero guidare i fedeli, rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, leggiamo la prima parte della Didachè. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 19 ottobre 2017

L'attualità di Thomas More - Card. Raymond Burke

Nella nostra traduzione : Edward Pentin del National Catholic Register  - 17 ottobre 2017

Il cardinale Burke venera la reliquia del capo di San Thomas More
Il cardinale americano afferma che oggi è "eccezionalmente importante" la testimonianza della Verità del santo patrono dei politici, che morì per difendere l'indissolubilità del matrimonio quando pochi altri lo avrebbero fatto.
Nel pomeriggio di una insolitamente calda domenica d'ottobre, il cardinale Raymond Burke ha visitato la chiesa parrocchiale di San Dunstan a Canterbury, in Inghilterra, dove ha pregato nel luogo dove giace la testa di San Tommaso More, la sola importante reliquia del martire del XVI secolo.
“Mi sono profondamente commosso nel pregare lì, per tutti coloro che si trovano in situazioni simili alla sua: giuristi e membri del governo che hanno una così pesante responsabilità per il bene comune che egli sapeva che poteva essere servito solo servendo la legge divina".

Il male si organizza - Danilo Quinto

Ascoltare Bruno Cornacchiola in un video registrato, come mi è capitato qualche settimana fa, scuote davvero la coscienza. Siamo nel mese di novembre del 1987 e il veggente delle Tre Fontane si rivolge ai suoi cari Arditi – così chiamava i membri dell’associazione S.A.C.R.I., da lui fondata – con una catechesi intitolata Natale senza vocazioni o vocazioni senza Natale? 
Dice Cornacchiola: 
“Il titolo mi è venuto alla mente (la Vergine della Rivelazione è sempre presente; se non fosse così io non sarei capace di non fare niente di ciò che faccio!), ma io ho pianto nel meditarlo”. Aggiunge: “Perché se è un ‘Natale senza vocazioni’, vuol dire che siamo finiti e Dio si è allontanato da noi! Non avere vocazioni significa non più Misericordia, ma maledizione e castigo e se è un’ondata di ‘vocazioni senza Natale’, allora la maledizione è completa, perché abbiamo vocazioni, ma atee o agnostiche, che corrono in ogni dove per superstizione, che s’interessano di tutto meno che di arginare, con la Dottrina della Verità, il male dilagante e non mettono la Lampada della Verità della Salvezza sopra il moggio, perché tutti la vedano e l’accettino col buon esempio di pratica delle virtù (Mt 5 – 14,16)”.

mercoledì 18 ottobre 2017

21 ottobre, Teramo - Presentazione libro di p. Serafino Lanzetta

Sabato prossimo, 21 ottobre - ore 16:30, a Teramo nella Sala Conferenze della Piccola Casa Santa Maria Aprutina, Pierfrancesco Nardini presenterà il libro di padre Serafino Lanzetta: Fatima. Un appello al cuore della Chiesa.

Cliccare sull'immagine per ingrandire ---->>

Intervista a Martin Mosebach: un grande difensore della liturgia tradizionale

Martin Mosebach è un famoso scrittore tedesco, noto sia come romanziere, sceneggiatore, drammaturgo, saggista e poeta. Nel 2007 ha vinto il Premio Georg-Büchner, uno dei più prestigiosi premi letterari del Paese. I suoi articoli sulla sua scoperta e la difesa della liturgia tradizionale hanno fatto un certo scalpore, non potendo essere ignorata la sua voce. Era uno degli oratori del Colloquio del 14 ottobre a Roma in occasione del pellegrinaggio Summorum Pontificum [vedi, nel blog l'intero resoconto dell'evento, compresa la sintesi della relazione di Mosebach].
Martin Mosebach è autore de: La Liturgia romana e il suo nemico, l'eresia dell'informe ed. Hora Decima, 196 pag, 18 euro (In Italia nelle ed. Cantagalli, pag. 251, € 17,90 [qui]).

Qual è stato il ruolo della scoperta della liturgia cattolica tradizionale nella crescita della sua fede cattolica?
È stata la scoperta della liturgia tradizionale che mi ha riportato alla Chiesa. Non sono un teorico né un filosofo, ma piuttosto una persona concreta - la liturgia tradizionale è stata per me la forma visibile della Chiesa e quindi la Chiesa stessa. La religione dell'Incarnazione possiede un rito dell'incarnazione. Il lato fisico del rito mi convince perché il Dio dei cristiani è stato uomo.

martedì 17 ottobre 2017

“Sensus fidelium” e scollamento ecclesiale

Riprendiamo da Antiquo robore una riflessione di padre Giovanni Scalese, che non è il solito rigido 'tradizionalista'. 

Come annunciato, venerdí scorso, 13 ottobre, è stato compiuto l’Atto di consacrazione della Missione e di tutto l’Afghanistan al Cuore Immacolato di Maria. Ne ha riferito AsiaNews, per cui non starò qui a ripetermi.
L’idea di consacrare l’Afghanistan, che è un paese interamente musulmano, alla Madonna potrebbe apparire bizzarra. In realtà essa è il frutto di una profonda convinzione: che le situazioni piú complicate possono essere risolte non con gli sforzi umani, ma solo con un intervento dal cielo. È un’ispirazione venuta in occasione del centenario di Fatima. Sapevo di iniziative analoghe prese nei mesi scorsi da singoli Vescovi e da qualche Conferenza episcopale; ma scopro ora che il numero delle consacrazioni che sono state compiute in questi giorni è notevolmente superiore. Provo a buttare giú un elenco, che sarà certamente incompleto:

‘Et Verbum caro factum est’. La drammatica esperienza di un sacerdote

Et Verbum caro factum est’. La drammatica testimonianza di un sacerdote che ha vissuto un’esperienza di redenzione; ma ciò nonostante è stato condannato senz’appello, almeno finora. 
Ho avuto l’occasione di conoscerlo personalmente e mi ha affidato in anteprima la lettura di un libro di imminente pubblicazione nel quale, oltre ad aprire il suo cuore, illustra con dovizia di documentazione il sofferto iter da lui vissuto fino alla dolorosa conclusione, alla quale speriamo possa esserci una diversa soluzione. Don Marco è il suo vero nome e Verona la città in cui ha svolto per anni la sua pastorale. Il tema è delicato; ma forte e chiara è la trasformazione di un'anima e di una vita umana prima che sacerdotale, per effetto della Grazia. Trasformazione purtroppo disattesa o addirittura, negli effetti, di fatto negata.
Don Marco ha accettato di rispondere alle nostre domande che mirano ed estrarre il succo della drammatica vicenda che vede protagonista un’anima sacerdotale nel nostro tempo, in cui il corpo mistico di Cristo soffre di una grande sete di autentici santificatori. Sosteniamolo con la nostra preghiera e vicinanza spirituale e affidiamo uno sbocco diverso della vicenda alla Provvidenza e a chi, leggendo, abbia la competenza e la compiacenza di suggerire possibili e adeguati comportamenti ad hoc nelle sedi opportune. Allo scopo, ovviamente, egli metterà a disposizione tutti i documenti del caso. (M.G.)

Don Marco, cosa lo ha spinto a scrivere questo libro?
L’idea del libro nasce dopo le mie dimissioni forzate dallo stato clericale, dimissioni che io ritengo profondamente ingiuste. Ѐ stata questa grande sofferenza, questo profondo senso di ingiustizia a convincermi a mettere per iscritto questa mia esperienza di “anima dannata”.

Potrebbe spiegare meglio cosa intende dire?
Dopo la grave caduta nel reato di pedofilia e dopo aver scontato la giusta condanna, iniziai a fare un bellissimo cammino di recupero, cammino, tra l’altro, che la Chiesa stessa mi chiese di fare. Per quindici anni posso affermare che la mia fu una vera storia di redenzione, di resurrezione, di riscatto dal male fatto, un bel cammino umano e sacerdotale.

lunedì 16 ottobre 2017

Miracolo del Sole in Nigeria, il 13 ottobre, dopo la riconsacrazione al Cuore Immacolato di Maria

“Miracolo del Sole in Nigeria, il 13 ottobre, dopo la riconsacrazione della Nigeria al Cuore Immacolato di Maria, in occasione del centenario dell’ultima apparizione a a Fatima”. 

A Benin City, nello Stato di Edo, in Nigeria, era presente l’intera Conferenza Episcopale, che ha confermato l'autenticità del fenomeno. 

Da questo link il video del fenomeno.

Su Fine dei tempi è pubblicato un articolo [qui]: La Madonna inizia dagli ultimi, ma a Roma tutto tace.

Qui sotto l'immagine dei vescovi durante l'Atto di Consacrazione alla Vergine.

Intervista al professor Rémi Brague. Per la salvezza dell'Europa, la feconda tensione dei frutti della "via romana".

Un'intervista a tutto campo con uno dei più brillanti pensatori del XXI secolo, per approfondire diversi temi e questioni di attualità. Rémi Brague è docente alle università di Parigi I Pantheon-Sorbona e di Monaco Ludwig-Maximilian. Tra i temi da lui studiati e trattati in diversi saggi, vi sono l'identità europea, il pensiero medievale, la filosofia araba. Nel 2012 è stato insignito del premio Ratzinger, promosso dalla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI, insieme al gesuita patrologo statunitense Brian Edward Daley. In Italia è conosciuto in particolare per i celebri libri: Dove va la storia? Dilemmi e speranze (Editrice La Scuola 2015), Il futuro dell’Occidente. Nel modello romano la salvezza dell’Europa (Bompiani 2005) Il Dio dei cristiani. L’unico Dio? (Cortina 2009); Ancore nel cielo. L’infrastruttura metafisica (Vita e Pensiero 2012).

Professore, spesso si sente dire che per la formazione dell'Europa è stato fondamentale l'incontro tra Roma Atene e Gerusalemme: le cose stanno proprio così?

Vi è una banalità nel parlare delle "tre città simbolo" e nell'affermare che è dalla loro combinazione che viene la civiltà occidentale. Altri oltre me, e ben prima di me, l'hanno dimostrato meglio di me; come Paul Valéry. Per quanto mi riguarda, la novità del mio lavoro sta nell'aver sottolineato l'importanza dell'esperienza romana: la Roma della storia, ma anche e soprattutto l'atteggiamento romano, che ho descritto con i concetti come "la secondarità", "il rinascimento" (distinta dalla semplice reviviscenza), "l'adozione inversa" e così via. I Romani hanno compreso che il loro compito storico consisteva anche nel diffondere una cultura che non era la loro. Non a caso, la secondarità ha questo significato: sapere che ciò che si trasmette non proviene da sé stessi, e che lo si possiede solo in modo fragile e provvisorio. Questo implica tra l’altro che nessuna costruzione storica ha niente di definitivo. Deve essere sempre rivista, corretta, riformata. Perciò, in Europa non vedo tanto la sintesi delle tre città, ma piuttosto, i frutti della "via romana", la quale ha permesso la feconda tensione tra le tre. Ciò ha reso possibile la coesistenza delle caratteristiche di ciascuna: l'impero il diritto da Roma, la filosofia la cultura da Atene, il rapporto con un Dio unico e personale da Gerusalemme, grazie in primis ai cristiani; senza che una assorbisse le altre.

domenica 15 ottobre 2017

Santa Teresa d'Avila e Martin Lutero

Anche noi vogliamo commemorare Santa Teresa d'Avila, festeggiata oggi, attraverso le sue parole su Martin Lutero. A perenne memoria.

...in questo tempo mi giunse notizia dei danni e delle stragi che avevano fatto in Francia i luterani e di quanto andasse aumentando questa malaugurata setta. Ne provai gran dolore e, come se io potessi o fossi qualcosa, piangevo con il Signore e lo supplicavo di porre rimedio a tanto male. Mi sembrava che avrei dato mille volte la vita per salvare una fra le molte anime che là si perdevano. Ma, vedendomi donna e dappoco, nonché incapace a essere utile in ciò che avrei voluto a servizio del Signore, poiché tutta la mia ansia era, come lo è tuttora, che avendo egli tanti nemici e così pochi amici, decisi di fare quel poco che dipendeva da me. Decisi cioè di seguire i precetti evangelici con tutta la perfezione possibile e di adoperarmi perché queste religiose che son qui facessero lo stesso. Fiduciosa nella grande bontà di Dio, che aiuta sempre chi decide di lasciar tutto per amor suo, pensai che, essendo tali le mie consorelle come io le avevo immaginate nei miei desideri, le loro virtù avrebbero compensato i miei difetti e così io avrei potuto contentare in qualche cosa il Signore; infine pensavo che, tutte dedite alla preghiera per i difensori della Chiesa, per i predicatori e per i teologi che la sostengono, avremmo aiutato come meglio si poteva questo mio Signore, così perseguitato da coloro che ha tanto beneficato, da sembrare che questi traditori lo vogliano crocifiggere di nuovo e che egli non abbia dove posare il capo.

Avviso riguardante la Santa Messa Antiquior a Mirano

Il Coetus di Mirano informa che, dal prossimo novembre (il giorno 12 per l'esattezza), la S. Messa nel rito romano antiquior che ha luogo a Mirano (Venezia) nella chiesa parrocchiale di S. Leopoldo Mandic (via Wolf-Ferrari n° 39) ogni seconda domenica del mese, sarà posticipata di mezz'ora rispetto all'orario attuale e verrà pertanto celebrata alle ore 08,45 anziché alle 08,15.
Ciò è stato deciso dal Parroco, in accordo col nostro Coetus, per venire incontro alle esigenze dei fedeli con un orario un po' più comodo.

Invitiamo tutti i fedeli che vivono nell'entroterra veneto (Venezia, Padova e Treviso) a venire alle nostre celebrazioni: si tratta dell'unica Messa Tridentina attualmente officiata nella Diocesi di Treviso.

Resta confermato, naturalmente, l'appuntamento con la S. Messa in rito romano antico che sarà mensilmente celebrata nella vicina Oriago di Mira (VE) a partire dal 22 ottobre prossimo [qui].

Per qualsiasi informazione, telefonare al numero 334-2953547. Vi invitiamo anche a consultare la nostra pagina facebook pubblica intitolata "Messa in latino Mirano e Terraferma Veneziana", contenente indirizzi e orari delle celebrazioni.

Un esempio o un “segno”? Il “Rosario alle frontiere” della Polonia cattolica

L’esempio è stato seguito in Italia il 13 ottobre scorso. Non è stato un fenomeno mediatico anche perché la CEI è ben diversamente orientata, e di conseguenza, così è anche gran parte del clero. Ciò nonostante sia a livello individuale che comunitario le adesioni si sono moltiplicate, anche attraverso Internet e le reti sociali, che si sono rivelati strumenti preziosi.

Uno dei motti della nazione polacca è “Polonia semper fidelis”, risalente al 1658 quando Papa Alessandro VII chiamò la città di Lviv: città del Leone, Leopoli (Lwów), in riconoscimento dell’eroica lotta degli abitanti in difesa dell’Europa cristiana minacciata dall’invasione musulmana.

A dispetto del pesante destino toccato alla Polonia di dover subire la dittatura comunista dopo aver vissuto il diffondersi del laicismo e del liberalismo, il popolo polacco è rimasto profondamente e diffusamente cattolico. Non a caso è così sentita la venerazione della Madonna, rappresentata principalmente dal culto dell’icona miracolosa della Madonna di Czestochowa, la Madonna nera, incoronata 300 anni fa, l’8 settembre 1717, “Regina della Polonia”.

sabato 14 ottobre 2017

Un resoconto serio e critico della Messa Tradizionale del Vescovo di Reggio-Emilia - Cristiano Lugli

L'articolo pubblicato nei giorni scorsi a proposito della Messa Tradizionale celebrata da S.E. Mons. Massimo Camisasca ieri sera, a Correggio di Reggio-Emilia,ha creato diverse polemiche ed un discreto dibattito. Come era immaginabile che accadesse d'altronde.

Difficile era però aspettarsi che un articoletto scritto su un blog di "talebani", come qualcuno sicuramente ci considererà, potesse finire negli interessi del Vescovo reggiano, il quale durante l'omelia si è riferito- ovviamente non nominandolo - a questo blog e ai due articoli comparsi a proposito di questa vicenda.

Le parole pronunciate dal Vescovo sono state udite dalle stesse orecchie di chi scrive che, nonostante le domande spigolose, critiche, e se vogliamo anche provocatorie, si è recato alla Santa Messa a differenza di chi si fa promotore restando chiuso fra le quattro mure domestiche della propria cittadella. O, per dirla con Luciano Ligabue, correggese di nascita e di vissuto, pensa che basti la propria "piccola città eterna" per essere a posto con il mondo.

Invito alla lettura. Il mistero dell’Anticristo

Reinhard Raffalt, L’Anticristo – Der Antichrist, traduzione e postfazione di Andrea Sandri, XY.IT Editore (Antaios), 112 p., Euro 13

L’Anticristo. Evoca cose ultime e, per questo, suona come un termine di altri tempi. Eppure, l’Anticristo è una figura chiave del Nuovo Testamento e, dunque, del fondamento stesso della fede, con una potenza evocativa che va ben oltre i margini più ristretti della teologia e, come Nietzsche insegna, invade e permea quelli del pensiero. I termini che evocano sono sempre quelli arcaici e, del resto, anche per questo per due millenni la lingua del rito non ha mai coinciso con quella della quotidianità. È sempre Nietzsche, a sua volta autore di un celeberrimo Der Antichrist, a ricordarcelo con il linguaggio magistralmente poetico ed evocativo del suo Zarathustra.
L’Anticristo ha a che fare col mistero del male e la sua presenza in questo eone mortale. È appena il caso di ricordare che, con sorpresa di un certo pensiero cattolicizzante, forse sin troppo clericale, e con scandalo di un diffuso buonismo, certo sin troppo banale, dell’Anticristo parla solennemente e in maniera esplicita, non un testo preconciliare, ma il Catechismo della Chiesa Cattolica, fortemente voluto da papa Giovanni Paolo II.

venerdì 13 ottobre 2017

Decennale del Summorum Pontificum a Napoli

Sabato 21 ottobre 2017 a Napoli, nella Basilica di S. Paolo Maggiore (Piazza San Gaetano) alle 17:30, S. Ecc.za Rev.ma mons. Guido Pozzo, segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, celebrerà una S. Messa pontificale al faldistorio secondo l’Usus antiquior del Rito Romano; alle 19 seguirà nella sagrestia monumentale della Basilica una conferenza di don Nicola Bux, dal titolo «Riflessioni nel decennale del Motu proprio Summorum Pontificum» con interventi dello stesso mons. Pozzo, del prof. Guido Vignelli e di don Giorgio Lenzi IBP.
L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Fraternità Cattolica, dalla Sezione di Napoli di Una Voce Italia, dai Coetus Fidelium «Quartiere Chiaia» e «San Gaetano e Sant’Andrea Avellino», dall’Istituto del Buon Pastore-Italia, e si inserisce nell’ambito dei festeggiamenti per il decennale del Motu proprio Summorum Pontificum. Si ringraziano i RR. PP. Teatini per la generosa ospitalità.
Per informazioni: messatridentina.napoli@gmail.com.

Documento del card. Sarah sulle traduzioni per la Liturgia.

Il documento del card. Robert Sarah, Prefetto del culto divino, pubblicato di seguito, attenua la svolta rivoluzionaria favorita dal Motu Proprio Magnum Principium [qui]. alla cui stesura, come già osservato, egli era stato tenuto estraneo.
Della vexata questio delle traduzioni dei testi liturgici abbiamo già parlato qui, nel timore che la revisione della Liturgiam Authenticam fosse contrastante rispetto ai tentativi di Benedetto XVI di eliminare alcune scorie ereticali evidenziatesi dopo la Riforma di Paolo VI ripristinando un linguaggio più conforme all'originale latino. Timore purtroppo rivelatosi fondato con le innovazioni apportate dal Magnum Principium
Il cardinale, tra gli esempi a riprova delle esigenze di maggiore fedeltà ai testi originari, cita quello del termine consustantialem nelle traduzioni in lingua francese del Credo. Possiamo aggiungere quello del pro multis, oggetto di una lunga Lettera di Benedetto XVI ai vescovi tedeschi e di autorevoli riflessioni pubblicate qui.

La “recognitio” degli adattamenti e la “confirmatio” delle traduzioni nel canone 838

Il 3 settembre 2017, il Santo Padre ha promulgato il Motu Proprio Magnum Principium, sulle traduzioni liturgiche, che modifica i paragrafi 2 e 3 del canone 838 del Codice di Diritto Canonico. È con rispetto e riconoscenza che accogliamo questa iniziativa del Sommo Pontefice, che permette di stabilire ancora più chiaramente e rigorosamente le rispettive responsabilità delle Conferenze Episcopali e della Santa Sede, per una collaborazione di fiducia, fraterna e intensa a servizio della Chiesa. Questo punto, che costituisce, in qualche modo, il cuore del Motu Proprio, viene approfondito nella Lettera dello scorso 26 settembre, che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha indirizzato alle Conferenze Episcopali. È in questa prospettiva che è stato redatto questo umile contributo, a partire dalla seguente osservazione: da parte del nostro Dicastero, la collaborazione al lavoro di adattamento e di traduzione delle Conferenze Episcopali è inclusa totalmente in queste due parole del canone 838: «recognitio» e «confirmatio». Che cosa significano esattamente? Lo scopo di questo semplice testo è rispondere a questa domanda.

Filosofia del Diritto : Stato e bene comune - Paolo Pasqualucci

Filosofia del Diritto:   Stato e  bene comune [I]
Sommario:  1.  Lo Stato ha come fine precipuo il bene comune di un popolo.  2. Il bene comune, fine dello Stato, è sia materiale che spirituale.  3. La falsa contrapposizione della c.d. “nazionalità spontanea” allo Stato.  4.  Bene comune e bene del singolo.  5.  Il bene comune di un popolo è costituito innanzitutto dalla sua stessa esistenza e sopravvivenza.  6.  Bene comune materiale e bene comune in senso spirituale.
1. Lo Stato ha come fine precipuo il bene comune di un popolo
Il bene comune e non la felicità individuale, il cui perseguimento deve sempre accordarsi con le esigenze del bene comune. E nemmeno la giustizia in sé e per sé, ideale del tutto astratto se inteso all’insegna del motto: fiat iustitia, pereat mundus, inapplicabile allo Stato. Lo Stato, più realisticamente, dovrà cercare sempre di perseguire il suo fine specifico senza violare i princìpi fondamentali della giustizia, sia nel senso della giustizia conforme alle leggi di natura e divine che nel senso di quella risultante dai rapporti di correttezza tra gli uomini civili, nei rapporti con i singoli e con gli altri Stati. Ma il suo fine specifico è il bene comune, da perseguirsi per quanto possibile secondo giustizia. Il bene comune di un popolo non quello degli altri popoli o dell’umanità nella sua totalità, prospettive chimeriche e megalomani, oggi tornate di moda grazie alla crisi dei valori dilagante.
Che la giustizia sia un principio da non applicarsi qui in modo assoluto, a meno che non risultino violate la legge di natura o quella divina, si ricava da queste semplici riflessioni.

Venerdì 13 ottobre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui. Oggi, anniversario delle ultime apparizioni di Fatima, alle 17:30, aggiungeremo un Santo Rosario per "chiedere alla Madonna di salvare l'Italia e l’Europa dal nichilismo islamista e dal rinnegamento della fede cristiana" [vedi].

Di fronte all’azione instancabile dei nemici di Cristo, che si palesano sempre più numerosi anche tra coloro che dovrebbero guidare i fedeli, rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, leggiamo alcune pagine di Sant'Efrem il Siro. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 12 ottobre 2017

Il prof. Claudio Pierantoni ​contrattacca​ ​le​ ​critiche​ ​di​ ​Buttiglione​ ​alla​ ​Correzione​ ​Filiale

Diane​ ​Montagna  — ROMA, 10 ottobre 2017 (​LifeSiteNews​) — ​
Rocco Buttiglione, ​un filosofo italiano, già amico del Papa Giovanni Paolo II, la settimana scorsa ha lanciato un duro attacco contro gli autori della “Correctio filialis”, con l’accusa di ergersi come “giudici del Papa”, e di “non discutere ma condannare”, e inoltre di non essere fedeli al testo di Amoris Laetitia.
Nell’intervista del 3 ottobre con Andrea Tornielli, di Vatican Insider (uno dei consiglieri mediatici più vicini a Papa Francesco), Buttiglione ha respinto le sette accuse di eresie, propagate da Papa Francesco secondo la Correctio, argomentando che in ciascuna di esse i correttori avrebbero frainteso il pensiero del Papa. Buttiglione ha inoltre accusato gli autori e i firmatari della Correctio di voler “isolare Papa Francesco contrapponendolo ai suoi predecessori”, etichettandoli come un gruppo in gran parte marginale, pur riconoscendo che il documento ha ricevuto “una vasta eco nei mezzi di comunicazione”.
Ora una conoscenza di Buttiglione, e uno degli organizzatori della “Correzione filiale”, il filosofo e storico della Chiesa italiano Claudio Pierantoni (professore di Filosofia Medievale alla Universidad de Chile), risponde alle sue critiche. Pierantoni afferma che l’accusa di ergersi come giudici del Papa “è falsa e tendenziosa”, e un sorprendente “atto di calunnia”. Risponde anche al tentativo di confutare l’accusa dei “correttori” di propagare eresie.

mercoledì 11 ottobre 2017

'La nave nella tempesta'. Presente e futuro della Chiesa

Aggiornamento: Alcuni flash dell'incontro [qui]

Venerdì prossimo, a Piacenza, presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza-Vigevano, si parlerà del presente e del futuro della Chiesa, a partire dal recente libro di Ettore Gotti Tedeschi “Dio è meritocratico. Manuale per la salvaguardia della fede cattolica”. 

L'evento - vedi locandina a lato (cliccare sull'immagine per ingrandirla) - è presentato col titolo: Presente e futuro della Chiesa tra gli scogli della modernità. 

Protagonisti del dibattito, che si profila di notevole interesse: don Nicola Bux; l’Autore e Marco Tosatti, ben noto anche attraverso il suo blog Stilum Curiae.


A proposito dell'articolo di Cristiano Lugli sulla Messa VO del Vescovo a Reggio Emilia

Ricevo e volentieri pubblico, felice che a scrivere sia un sacerdote.

Mi sembra opportuna la lettera di Cristiano Lugli nella quale si afferma che la celebrazione di un Vescovo col Vetus Ordo è un fatto nuovo e positivo, ma volendo approfondire il discorso afferma anche che tale atto sarebbe inutile se non portasse ad ulteriori e più ampie azioni.

Trovo che questo auspicio di allargamento del tema, sia fatto anche da Benedetto XVI nel motu proprio "Summorum Pontificum".  

Mons. Camisasca e la Messa Tradizionale a Reggio-Emilia - Cristiano Lugli

Di questi tempi, un Vescovo che decide di celebrare la Messa Tradizionale è in grado di smuovere non poco le acque. Il fatto in sé passa come qualcosa di epocale, qualcosa per cui si deve gioire ad oltranza.
Certo, è innegabile che la cosa generi eccitazione, proprio perché l'abitudine di vedere vescovi ostili a tutto ciò che, pur anche molto lontanamente, ricordi qualcosa dal sapore "antico" - come che la Chiesa fosse qualcosa di rinnovabile a seconda dei tempi - è diventata prassi comune.

Questo il motivo per cui a Reggio-Emilia vi è, in queste ore che precedono il 13 ottobre, un certo fermento: Mons. Massimo Camisasca ha risposto all'invito di un gruppo stabile locale, il quale lo invitò, non molto tempo fa, per celebrare la Messa di San Pio V. La risposta è stata positiva e quindi la Messa ci sarà. Una Messa prelatizia, accompagnata dal coro della Cattedrale.

martedì 10 ottobre 2017

I 100 anni della codificazione piano-benedettina nella commemorazione di Bergoglio

Come in altre occasioni, anche in questa, Bergoglio fa emergere il suo spirito protestante ed il suo antigiuridicismo, tipico, appunto, della mentalità protestante.
L'occasione?
Il centenario della promulgazione della prima codificazione canonica della Chiesa (maggio 1917) ad opera del papa Benedetto XV. Quella codificazione fu detta piano-benedettina (dal nome congiunto dei due papi, che l'avvio e che lo portò a compimento). Per la circostanza ha preparato un suo messaggio.

Cosa dice di particolare Bergoglio in questo messaggio? 
Afferma che quella codificazione del '17 segnò
 «il passaggio da un diritto canonico contaminato da elementi di temporalità a un diritto canonico più conforme alla missione spirituale della Chiesa».
"Diritto canonico contaminato da elementi di temporalità"?? Cioè il diritto canonico di un millennio sarebbe stato non conforme alla missione della Chiesa, in quanto contaminato - a sua detta - da elementi di temporalità .... . Su questo preferisco soprassedere per non essere volgare.

Massicci cambiamenti liturgici previsti per il 2018!

Non bastano le avvisaglie di un improponibile rito congiunto con i Luterani [qui] che ora purtroppo risulta già celebrato a Salamanca [qui]. Ci tocca leggere [qui] quanto riportato di seguito dal sito Pro Tridentina (Malta), nella nostra traduzione. Notizia smentita da Rorate Caeliconfermata qui. Continuiamo a vigilare e pregare.

Fonti affidabili vicino alla Santa Sede hanno indicato che, nella seconda metà del 2018, il Lezionario e il Calendario Novus Ordo e dovrebbero essere imposti alla Forma Straordinaria della Messa Romana.
Il nuovo Messale romano diverrà disponibile nella prima domenica dell'avvento 2018, ma il Vaticano permetterà un periodo di due anni per farlo entrare in vigore. Questi cambiamenti dovrebbero essere molto più drastici di quanto previsto in Universae Ecclesiae che afferma:
25. Nel Messale del 1962 potranno e dovranno essere inseriti nuovi santi e alcuni dei nuovi prefazi, secondo la normativa che verrà indicata in seguito. (grassetto nostro)
Le società e gli istituti approvati dal Vaticano, come la Fraternità di San Pietro e l'Istituto di Cristo Re, probabilmente chiederanno l'esenzione, ma è probabile che le richieste vengano rifiutate. L'unica eccezione sembra essere la FSSPX, alla quale potrebbe essere concessa un'esenzione temporanea, per garantire che venga raggiunto un accordo con Roma....

E intanto, fatti compiuti sulle nostre teste!
Inserisco di seguito due esempi di 'pastorale' senza confini di cui ci giunge notizia in questi stessi giorni, che vanno sempre più nella direzione del falso ecumenismo [vedi].

1. La ricetta ambrosiano luterana del 'meno Eucarestia, più Parola'. Questa in sintesi la dieta che il neo arcivescovo di Milano Mario Delpini ha prescritto ai fedeli di Busto Arsizio, cittadina del varesotto, quando sabato scorso ha visitato la parrocchia di San Giovanni. Come se nella Messa non vi fosse già catechesi (l'omelia e la pedagogia insita al rito) e non vi fosse l'ascolto della Parola (con le letture). Ma affermare «dove è necessario si può togliere anche qualche S. Messa» indica innanzitutto una concezione della Santissima Eucarestia, funzione primaria della Chiesa, che non ne riconosce il valore infinito, incommensurabile rispetto ad ogni altra pratica religiosa.

2. Il servizio umile della reciproca lavanda dei piedi tra un vescovo cattolico e un vescovo luterano.
E’ avvenuto giovedì 7 ottobre in Duomo a Trento dove la preghiera ecumenica con i duecento partecipanti al convegno “Che cosa ci ha lasciato Martin Lutero? Per una conclusione aperta del Quinto Centenario della Riforma” ha suggellato anche con questo gesto il dialogo promosso dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana (diretto del trentino don Cristino Bettega) e dalla Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Ad un conclusivo abbraccio di pace hanno invitato il vescovo luterano Karl-Hinrich Manzke, responsabile della Federazione delle Chiese Evangeliche Luterane in Germania e l’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi che ha rilevato nella sua omelia come “nell’anniversario della riforma cattolici e protestanti si siano guardati reciprocamente con uno sguardo nuovo, benevolo e positivo”; anche i segni delle rispettive tradizioni, uno specchio e la Bibbia portati all’altare hanno aiutato la preghiera di richiesta all’unico Signore. Nella prospettiva di proseguire nei percorsi concreti indicati dal documento “Dal conflitto alla comunione”, della Commissione luterana-cattolica (2013) [qui - qui]. 

lunedì 9 ottobre 2017

Ed era il 7 ottobre... 'Rosario al confine'.

Riprendo la cronaca che segue perché abbastanza circostanziata sull'evento annunciato qui e approfitto per inserire alcune immagini, più eloquenti di molte parole, che rincuorano e ci sono d'esempio. Le ho rimpicciolite per inserirne di più; ma potete cliccare su ognuna per vederle ingrandite. Ed era il 7 ottobre...

Enorme la partecipazione popolare al rosario recitato sabato lungo i confini della Polonia, in 320 chiese distribuite su 4000 “zone di preghiera”: più di un milione di persone coinvolte direttamente, in loco, e tantissime altre, impossibili da stimare, idealmente da tutto il mondo, che hanno recitato il rosario all’unisono. “Rosario al confine” il nome dato al gesto, celebrato nel giorno in cui la Chiesa festeggia la Madonna del Rosario, che prima aveva il nome di Nostra Signora della Vittoria, per ricordare la vittoria cristiana nella battaglia di Lepanto, il 7 ottobre 1571, quella che sconfisse il nemico ottomano e impedì che in Europa svettassero i minareti. L’allora papa San Pio V fu l’anima della coalizione cristiana che vinse a Lepanto, e fu lui a proclamare la festa.

Il 13 ottobre un muro di persone reciterà il Santo Rosario anche in Italia

Riprendo da MiL, condividendo. Il Rosario è una potente arma contro il male e con esso si possono fermare anche le guerre e gli eventi naturali. Quindi, nel centenario dalle Apparizioni di Fatima, venerdì 13 ottobre 2017 alle ore 17.30, uniti, eleviamo al cielo le nostre preghiere. Così scrive un lettore: Quella della Polonia è stata una grande preghiera popolare sui confini spirituali, culturali e materiali della nazione. Il confine spirituale è quello della lotta contro il male per raccogliere l’invito alla conversione della Madonna di Fatima a cento anni da quelle apparizioni. Altrettanto vuole essere questa iniziativa italiana alla quale aderiamo con generosa speranza.

Diffondiamo una partecipazione intensa e massiccia perché anche in Italia “Un muro di persone reciti il Rosario (e offra digiuno e sacrifici) su tutto il territorio della nostra Nazione”
La proposta parte dall'AIASM (Associazione Italiana Accompagnatori Santuari Mariani) seguendo il bellissimo esempio dei fratelli polacchi (qui): il 13 ottobre alle ore 17.30 è indetta la più potente iniziativa per la pace: “la preghiera del Santo Rosario accompagnata, per chi può, da digiuno e sacrifici”.
Su tutto il territorio Nazionale ogni uomo/donna di buona volontà si rechi quindi nella propria Parrocchia e/o crei gruppi di preghiera con la stessa intenzione dei fratelli Polacchi: “Chiedere alla Madonna di salvare l'Italia e l’Europa dal nichilismo islamista e dal rinnegamento della fede cristiana”. Chi è impossibilitato ad aderire ad iniziative comunitarie, si può unire spiritualmente a livello individuale.
La Recita del Rosario comincerà alle ore 17.30. Digiuno e rinunce secondo le possibilità di ognuno. Meglio se in stato di grazia (previa confessione sacramentale).

domenica 8 ottobre 2017

L’undicesimo comandamento: approvare lo 'ius soli' - Stefano Fontana

Mentre ci si vuole obbligare ad obbedire all’undicesimo comandamento dello ius soli, non si ritiene più obbligatorio per un cattolico obbedire agli altri dieci comandamenti.
Sembra che sia stato istituito, senza che ce ne accorgessimo, l’undicesimo comandamento: approvare la legge sullo ius soli. I comandamenti, si sa, sono assoluti, non ammettono eccezioni, quindi anche appoggiare la legge sullo ius soli del governo italiano è un precetto a carattere assoluto, non ammette eccezioni. Ha però solo un piccolo difetto: non è stato istituito da Dio sul Sinai e nemmeno da Gesù Cristo con le beatitudini. Quindi la domanda: se non è stato istituito da Dio come può avere carattere assoluto?

Molti uomini di Chiesa oggi presentano l’adesione a questo disegno di legge del governo italiano attualmente in carica come assolutamente doverosa, al punto che un cattolico che su questo punto la pensa diversamente si sente molto a disagio e pensa di essere fuori dalla Chiesa. Il quotidiano cattolico Avvenire ne fa la sua battaglia quotidiana anche in modo fin troppo evidente e dai vertici ecclesiastici l’appoggio a questa legge è posto spesso come un dovere morale ed evangelico imprescindibile.

sabato 7 ottobre 2017

I lettori segnalano: inquietante chiusura centenario Fatima

Segnalo che nel Santuario di Fatima anziché il Santo Rosario si terrà uno spettacolo di Luci e Suoni!! La proiezione multimediale "Fatima - Tempo di Luce" conclude le celebrazioni del centenario. Un altro attacco doloroso alla Sempre Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra. Alla gente si fa intrattenimento, si toglie la preghiera del Santo Rosario e si profana il luogo Santo con uno spettacolo. La spettacolarizzazione porta fuori di sé, non consente il raccoglimento e non è preghiera. Che il Signore e la Nostra SS.Madre ci proteggano e ci benedicano. 
La pagina del sito ufficiale [qui].

Verso un nuovo "coming-out" religioso? - Cristiano Lugli

Andrà in scena quest'oggi a Mestre, organizzato dall’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (Iusve), il convegno trattante il seguente oggetto: «Bondage e masochismo, dominazione e sottomissione».
Sul palco della piccola cittadina veneta si alterneranno professoroni di psicologia, sessuologia e criminologia, e con tutta probabilità ci parleranno di temi molto caldi, o sarebbe meglio dire "hot": pratiche estreme di costrizione fisica, legature, manette e latex. 
Già, perché presso i Salesiani lagunari esiste la possibilità di fare un master universitario di secondo livello - per psicologi e medici -  dedicato alla Sessuologia, dopo aver preso la laurea in psicologia ad esempio. 
Il tema del Bondage, masochismo, dominazione e sottomissione riguarda quelle pratiche e quelle fantasie erotiche che giocano sulla dominazione tra partner. L'unico problemino, se è concesso, è che un tale convegno viene inserito proprio nell’ambito del master salesiano, nonostante sia assolutamente aperto a tutti gli interessati. Va da sé che forse qualche depravato potrà imparare tecniche nuove, chissà. 

venerdì 6 ottobre 2017

Messa in Rito tridentino e processione a Reggio Emilia

Venerdì 13 ottobre alle ore 19, nell'occasione del centenario delle apparizioni della Beata Vergine Maria a Fatima, il vescovo di Reggio Emilia - Guastalla S. Ecc.za mons. MASSIMO CAMISASCA ci onorerà della sua presenza e celebrerà una S. Messa in forma straordinaria (Messa prelatizia) in onore del Cuore Immacolato di Maria.
Questa celebrazione si svolgerà presso il santuario della Madonna della Rosa, via Madonna della Rosa a Correggio (RE), raggiungibile dal viottolo alberato all'altezza di Viale Repubblica 1.
Il servizio musicale sarà svolto dalla Cappella della Cattedrale di Reggio Emilia, diretta dal Maestro Primo Iotti.
Terminata la Messa, alle ore 21, avrà luogo la tradizionale processione mariana vicariale, guidata da mons. Vescovo, con la venerata immagine della Beata Vergine delle Grazie. La processione, che partirà dal suddetto Santuario della Madonna della Rosa, si dirigerà presso la chiesa cittadina di San Francesco. (Gruppo stabile Rolando Rivi)

Messe tradizionali a Prato

Segnalazione di un lettore che pubblichiamo con gioia, pregandolo di fornirci gentilmente i dati delle altre celebrazioni di cui parla e di eventuali attività presenti in loco, per preparare la mappa che abbiamo richiesto qui.
Cogliamo l'occasione per rinnovare l'invito, a chi ancora non si è fatto vivo. di scriverci alla mail: romaperenne@gmail.com

clicca sull'immagine per ingrandire
Dopo le celebrazioni internazionali a Roma lo scorso settembre, anche a Prato sarà ricordato il decimo anniversario del M. P. Summorum Pontificum e la celebrazione stabile della S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano nella Diocesi di Prato.

Ormai sono ben 5 le parrocchie dove la S. Messa V.O. viene celebrata con regolarità, Nella parrocchia dello Spirito Santo dal 14 settembre 2007 tutte le domeniche e feste di precetto. Altre quattro, con modalità diverse, si sono aggiunte in questi dieci anni, portando abbondanti frutti di Grazia e di Bene in moltissime anime.
In Xto Rege.

Non è più il tempo dei miracoli? - Danilo Quinto

Madre, sembra che anche noi non abbiamo più vino!

Ho letto in questi giorni un piccolo libretto di una straordinaria e singolare potenza, quella potenza che possiedono solo i fatti che compie Dio. S’intitola “Apparizione della Beata Vergine sulla montagna di La Salette con altri fatti prodigiosi raccolti da pubblici documenti”. E’ di uno dei più grandi Santi di Nostra Madre Chiesa, San Giovanni Bosco. Lo scrisse nel lontano 1871. E’ stato riproposto un anno fa, in italiano moderno, dall’Eremo B.V. del Soccorso di Minucciano, vicino Lucca.

Accanto al racconto dell’apparizione della Beata Vergine Maria a La Salette – avvenuta il 19 settembre 1846, che ebbe come protagonisti due pastorelli, Massimino e Melania – San Giovanni Bosco narra altri “fatti prodigiosi”, egli scrive,
“raccolti anche da pubblici documenti, oppure attestati da persone la cui fede esclude ogni dubbio intorno a quanto riferiscono”. L’intento, afferma il Santo, è quello di “confermare i buoni nella religione, di confutare quelli che forse per ignoranza vorrebbero porre un limite alla potenza e alla misericordia del Signore dicendo: ‘Non è più il tempo dei miracoli’”. 

Venerdì 6 ottobre. La Preghiera di riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui. Ed è anche il primo venerdì del mese.

Di fronte all’azione instancabile dei nemici di Cristo, che si palesano sempre più numerosi anche tra coloro che dovrebbero guidare i fedeli, non dimentichiamo il nostro impegno nella preghiera di riparazione. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, leggiamo alcune pagine di Sant'Efrem il Siro. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 5 ottobre 2017

Atteso un milione di persone al Rosario lungo il confine polacco

Il Rosario un'arma potente contro il male, in grado di cambiare la storia ed è stato scelto il 7 ottobre 2017 perché è la festa della Madonna del Rosario istituita dopo la vittoria di Lepanto. Che esempio stupendo di Nazione ancora cristiana che ci viene dalla Polonia! Ci uniremo spiritualmente. 

Si attende fino a un milione di persone alla recita del Rosario che avrà luogo lungo il confine polacco il 7 ottobre, festa di Nostra Signora del Rosario e anniversario della battaglia di Lepanto.

I vescovi della Polonia hanno esortato i cattolici a unirsi all’evento “Rosario al confine” per celebrare il centenario delle apparizioni di Fatima e pregare per la salvezza del Paese, ha riferito il Catholic Herald.

Crediamo che se il Rosario venisse recitato da un milione di polacchi lungo il confine del Paese potrebbe non solo cambiare il corso degli eventi, ma anche aprire il cuore dei nostri compatrioti alla grazia di Dio”, affermano gli organizzatori sul loro sito web.

Dimmi con chi pubblichi e ti dirò chi sei Cristiano Lugli

Una delle ultime trovate di Bergoglio è stata quella di scrivere un libro a quattro mani con Valeria Fedeli, sulla cui fama è inutile ritornare, valendo lo stesso pure per Bergoglio. La notizia non ha bisogno di essere descritta perché già è stato abbondantemente fatto da altri, e comunque non ne varrebbe la pena visto che il tutto si commenta ampiamente da sé: la donna gender con il Papa, nulla che si discosti dall'ordinaria amministrazione in fondo.
Interessante è invece spendere qualche riga – non troppe per non rischiare di riempire di importanza certi personaggi – sulla casa editrice che ha pubblicato il libro: la Marcianum Press di Venezia. Il Direttore di queste importanti edizioni, create nell'ambito dello Studium Generale Marcianum, sorto per iniziativa dell'ex Patriarca Angelo Scola - ciellino di riconosciuta memoria – si chiama don Roberto Donadoni. Si badi che nonostante la presunta parentela fra i due, don Roberto non ha niente a che fare con il calcio, e si guarda bene dal fare il Mister che comunque, seppur ben retribuito come lavoro, costa le sue fatiche ed un certo grado di stress. Tutte cose che non fanno per don Roberto, come fra poco vedremo.

Pellegrinaggio “della Tradizione” ad Aquileia

Sabato 23 settembre fedeli di tutto il Triveneto si sono recati in pellegrinaggio ad Aquileia, il primo “pellegrinaggio della Tradizione Cattolica” promosso dalla Compagnia di Sant’Antonio con la collaborazione della Società Internazionale Tommaso d’Aquino sez. FVG, del Circolo Culturale Cornelio Fabro di Udine e realizzato soprattutto grazie al coraggio e all’amore per la nostra fede che anima ancora molti sacerdoti della regione.

Il pellegrinaggio è partito dalla città di Cervignano del Friuli, percorrendo le sue strade con labari e stendardi e proseguendo poi lungo la via Julia Augusta e la Via Sacra per arrivare alla Balistica intitolata a Santa Maria Assunta, in Aquileia.

mercoledì 4 ottobre 2017

San Francesco non incontrò il Sultano per dialogare ma per evangelizzare cercando il martirio

Oggi si festeggia  San Francesco, Patrono d'Italia. Siamo lieti di commemorarlo con un eccellente articolo di Silvio Brachetta pubblicato su Vita Nuova di Trieste. Di seguito trovate un altro articolo, sempre da Vita Nuova, che critica la “rilettura” della Legenda Maior di San Bonaventura nella falsificazione di Vatican Insider.


San Francesco non incontrò il Sultano per dialogare 
ma per evangelizzare cercando il martirio

San Francesco non ha mai temuto che il dialogo si potesse trasformare in disputa: «gli eretici si rendevano latitanti», perché «i segni della sua santità erano così evidenti, che nessun eretico osava disputare con lui» (Vita prima XXII).
Si è scritto molto, nell’ultimo decennio, dell’incontro che San Francesco d’Assisi ebbe con il Sultano di Babilonia. Il Poverello si recò in Terrasanta al seguito delle operazioni belliche legate alla Quinta Crociata (1217-1221) e si trovò a predicare il Vangelo alla presenza di Muhammad al-Malik al-Kamil, nipote del Saladino. Molti commentatori hanno cercato di negare o di sminuire la portata della predicazione e di ridurre l’evento ad una sorta di dialogo informale, alla pari, dove il francescano avrebbe assunto il ruolo di ascoltatore delle ragioni altrui.

Questa lettura è però smentita dalle stesse fonti francescane. La Legenda Maior è molto esplicita, nel merito: «Ma l’ardore della carità  lo spingeva al martirio; sicché ancora una terza volta tentò di partire verso i paesi infedeli, per diffondere, con l’effusione del proprio sangue, la fede nella Trinità» (IX, 7). San Francesco «predica al Soldano il Dio uno e trino e il Salvatore di tutti, Gesù Cristo», con «tanto coraggio», con «tanta forza e fervore di spirito» (IX, 8).

Robert Spaemann sul caso Seifert, Amoris Laetitia e la testimonianza della Verità

Riprendiamo, nella traduzione di CR, un’intervista al professor Robert Spaemann, eminente filosofo cattolico tedesco ed ex membro della Pontificia Accademia per la Vita, condotta dalla Dr.sa Maike Hickson di OnePeterFive. Non fa che confermare quanto già evidenziato sulla spinosa questione. Val la pena per ribadire attraverso una testimonianza autorevole.

Maike Hickson (MH): il professor Josef Seifert è uno dei suoi studenti che ha scritto la sua tesi di abilitazione sotto la sua guida. Pertanto lei conosce personalmente lui e il suo lavoro. Inoltre, entrambi avete alzato le vostre voci a favore di una critica benevola del documento papale, Amoris Laetitia. Qual è stata la sua reazione alla decisione dell’Arcivescovo di Granada (Spagna) di licenziare il professor Seifert a causa della sua critica ad Amoris Laetitia?

Robert Spaemann (RS): Prima di tutto, il professor Seifert non è un mio studente, ma studente di Dietrich von Hildebrand. Ha conseguito il diploma di abilitazione presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Monaco. Per quanto riguarda il licenziamento di Seifert da parte dell’arcivescovo di Granada, sono rimasto scioccato. Non sapevo niente dell’intervento personale di Seifert. Entrambe le nostre reazioni alla decisione dell’arcivescovo erano completamente indipendenti l’una dall’altra.

L’educazione della coscienza morale secondo Newman - Card. Carlo Caffarra

Riprendiamo dal sito caffarra.it il testo della relazione che il cardinale Carlo Caffarra avrebbe dovuto pronunciare a Londra il 21 ottobre 2017 in occasione del convegno “The Education of Moral Conscience according to Newman” invitato dal John Henry Newman Cultural Centre.

L’educazione della coscienza morale secondo Newman

Esporre la dottrina di Newman sulla coscienza morale, come su molti altri temi del suo pensiero filosofico e teologico, non è facile. Egli costruisce il suo pensiero dentro il cammino della sua vita interiore, come esigenza della sua esistenza. La sua teologia e filosofia è la risposta ai problemi della sua vita. Egli appartiene, come Pascal, alla famiglia di Agostino: parlando di se stesso, parlava di ogni uomo. Newman è l’Agostino della Chiesa moderna. Nell’esposizione che segue cercherò di essere fedele a questo stile teologico.
1. L’inizio di un cammino
Nella vita dello spirito esiste un momento nel quale la persona diventa interamente un io. Si risveglia come soggetto libero e ragionevole. Consentitemi di esemplificare con l’esperienza vissuta da Agostino a 19 anni, leggendo l’Hortensius, opera oggi perduta di Cicerone. Narra Agostino: «Quel libro mutò il mio modo di sentire, mutò le preghiere stesse che rivolgevo a Te, Signore, suscitò in me nuove aspirazioni e nuovi desideri, svilì d’un tratto ai miei occhi ogni vana speranza e mi fece bramare la sapienza immortale con incredibile ardore di cuore» [Confessioni III, 4.7; NBA I, pag. 63]. È nato un nuovo io. Un evento analogo accadde anche a Newman. Lo narra nel modo seguente: «A quindici anni [autunno 1816] avvenne in me un grande rivolgimento di pensieri. Cominciai a subire l’ascendente di un credo ben definito e accolsi nella mente certe impressioni sul dogma che, per la grazia di Dio, non sono mai più scomparse né sbiadite». [Apologia pro vita sua, cap. I; citazione dall’edizione italiana di Jaca Book-Morcelliana 1982, pag. 21].

martedì 3 ottobre 2017

Nuova Santa Messa Tradizionale stabile a Oriago di Mira (Venezia)

Informiamo con gioia che, da questo mese di ottobre, il nostro Coetus "Gruppo Amici della Messa Tradizionale nel Veneziano", che già da cinque anni cura la celebrazione mensile della Messa Tridentina a Mirano, dal prossimo 22 ottobre curerà anche la celebrazione della Messa in forma straordinaria che è stata fissata ogni quarta domenica del mese, alle ore 16,00, nella parrocchia di San Pietro a Oriago di Mira (Venezia), comune confinante con Mirano.
La chiesa si trova in Riviera S. Pietro n° 60/A, lungo la sponda sud del Naviglio del Brenta, nel centro di Oriago, frazione del comune di Mira famosa in quanto citata da Dante nella Divina Commedia e che dista circa otto chilometri da Mirano.
Il Parroco, don Cristiano Bobbo del Patriarcato di Venezia (che è anche Vicario della foranìa di Mira), ci ha generosamente invitati a venire a celebrare stabilmente nella sua chiesa in quanto convinto che la liturgia tradizionale, come affermato da Benedetto XVI che l'ha liberalizzata nel 2007, sia un tesoro prezioso destinato a tutti i cattolici e che possa contribuire a rafforzare la fede e la spiritualità nel popolo cristiano.
Tutti i fedeli dell'area posta fra Venezia, Padova e Treviso sono invitati a partecipare alle celebrazioni eucaristiche, che saranno officiate da don Bruno Gonzaga, sacerdote diocesano di Verona.
Per qualsiasi informazione (anche riguardanti le SS Messe di Mirano) potete telefonare al n° 334-2953547.

Ettore Gotti Tedeschi sulla 'correctio'

Dichiarazioni di Ettore Gotti Tedeschi, uno dei firmatari della Correzione Filiale riguardante Amoris Laetitia, che ha suscitato un grande interesse mediatico.

Qual è lo spirito della correzione filiale?
Senza dubbio lo spirito (per cui io ho firmato) è la necessità di supplicare il Santo Padre a condannare gli errori e posizioni che potrebbero generare rischi di eresie. L’eresia è un termine dimenticato, un “grande sconosciuto” per intenderci. Il pericolo della eresia è la corruzione spirituale che porta alla dannazione eterna. Ma non ce ne rendiamo conto? Ci sono alcuni passaggi in Amoris Laetitia che potrebbero incoraggiare errori e persino posizioni eretiche. I cardinali dei Dubia si sono concentrati su queste ma non hanno avuto risposta. Noi laici devoti alla Chiesa ed al Papa lo abbiamo supplicato di chiarire cosa è oggi peccato grave in materia di relazioni coniugali. Se non al Papa a chi chiederlo? Perché chiederlo? Perché c’è confusione dottrinale, si stanno perdendo certezze sulle Verità immutabili. Può esser considerato nemico del Papa chi gli espone i Dubia? E chi gli chiede di rigettare e condannare posizioni che potrebbero creare rischi di eresia? La lettera di correzione è esclusivamente mirata a salvare l’indissolubilità del matrimonio, essendo certo che i Sacramenti sono come un domino, se cade uno cadono tutti. In gioco c’è il sacramento del matrimonio, conseguentemente quello della confessione e infine l’Eucarestia. Le è chiara la connessione tra i tre sacramenti in gioco con AL? Che ci vuole, da parte del papa o dei suoi consiglieri, a rispondere se gli adulteri possono o no vivere in grazia di Dio senza correggersi/convertirsi ? Ma la “condanna eterna" è una eresia? E’ stato il silenzio sui Dubia che ha generato la confusione sul Sacramento (pensi ai vescovi argentini) .

lunedì 2 ottobre 2017

Card. Burke: «La FSSPX è scismatica»

Aggiornamento: Lo scalpore suscitato dall'intervista (peraltro rilasciata a braccio) richiede alcune riflessioni essenziali.
  1. Quando il cardinale si è espresso nei termini riportati (15 luglio 2017), la firma di mons. Fellay sulla correctio filialis (settembre 2017) non era assolutamente attuale. Dunque non sono ipotizzabili riferimenti, di alcun genere, né alla Correctio né alla firma di mons. Fellay.
  2. Egli è un rigoroso canonista ratzingeriano che resta fedele alla linea delineata da Papa Benedetto XVI che ammira. E dunque fa proprie le esigenze di quest'ultimo nei confronti della Fraternità durante il suo pontificato. 
  3. La sua formazione rigorosa determina anche che non possa sorvolare sull'irregolarità canonica, anche perché le sue recenti prese di posizione rischiano di giocargli brutti scherzi. Lo stesso mons. Lefebvre, alla fine degli anni '60, pur condannando le innovazioni del tempo, mostrava con enfasi la sua avversione per tutti i movimenti separatisti e la sua determinata volontà di rimanere collegato a Roma. E di fronte ai rischi della situazione il cardinale insiste nel sottolineare l'importanza della regolarità canonica.
  4. Lo stesso contesto di luglio è significativo per il fatto che la Fraternità aveva appena ricevuto l'esigente lettera firmata dal Cardinale Müller prima di lasciare la Dottrina della Fede. Si può quindi presumere che Burke abbia avuto sentore degli echi delle reazioni all'interno della FSSPX e temesse "un irrigidimento" mentre in altre occasioni non aveva esitato a esporsi per difendere la Fraternità. (M.G.)

Gran festa fra i nemici della liturgia tradizionale, illusi di aver visto "fuoco amico" (con qualche mese di ritardo dallo scorso 15 luglio) da parte del cardinal Burke quando ha detto che «la Fraternità Sacerdotale San Pio X è nello scisma».

In realtà Burke - incidentalmente giudice del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica - parlava di aspetti canonici, come ha abbondantemente chiarito dicendo che per quanto riguarda la facoltà di celebrare matrimoni validi e leciti data da papa Francesco «non c'è una spiegazione canonica», e che ugualmente è una «situazione un po' anomala» quella di Benedetto XVI che ha rimosso le scomuniche ai diretti interessati senza che costoro abbiano formalmente «rinunciato alla disubbidienza».

Presentiamo qui sotto l'audio originale in inglese e la nostra traduzione dalla trascrizione fatta da L. Verrecchio del blog akaCatholic sotto un titolo ad effetto, invitando contestualmente i festeggianti a verificare esattamente ciò che Burke ha detto e a non mettergli in bocca parole che non ha detto.


Trascrizione:

Moderatrice: È lecito assistere alle liturgie della San Pio X e ricevere la Comunione? Può bastare per assolvere al precetto domenicale?

[l'arcivescovo di Portland, Alexander K. Sample, spiega brevemente al card. Burke]

Cardinal Burke: nonostante i vari argomenti relativi alla questione, il fatto è che la FSSPX è nello scisma fin da quando l'arcivescovo Marcel Lefebvre ha ordinato quattro vescovi senza il mandato del Romano Pontefice. E perciò non è lecito assistere alla Messa o ricevere i sacramenti in una chiesa che è sotto la direzione della FSSPX.

Detto questo, parte della discreta confusione nella Chiesa su tale questione è dovuta al fatto che il Santo Padre ha dato ai sacerdoti della FSSPX la facoltà di celebrare validamente matrimoni, lecitamente e validamente. Ma non c'è una spiegazione canonica per questo, è semplicemente un'anomalia.

Inoltre, anche papa Benedetto XVI, prima di abdicare, rimosse la scomunica dei quattro vescovi ordinati senza mandato pontificio sebbene costoro non avessero il requisito per la rimozione della scomunica, che è quello di aver rinunciato alla disubbidienza e il desiderare di essere pienamente riconciliati con la Chiesa, ma nei fatti questo non è avvenuto, e perciò è un altro po' di situazione anomala.

Non sono più scomunicati, ma non sono nemmeno in regolare comunione con la Chiesa Cattolica.

E perciò tutta la faccenda è molto complicata ma vorrei dirvi che io non penso che sia una buona cosa ricevere i sacramenti nella FSSPX anzitutto perché ciò non li aiuta, poiché i sacramenti non sono celebrati lecitamente. Sono validi, non è in questione questo se i preti sono validamente ordinati, ma non è un segno di comunione con la Chiesa. Al contrario dovremmo incoraggiare i membri della FSSPX a riconciliarsi con la Chiesa.

Infatti, e penso che don Saguto possa confermarlo, so che questo era il caso sia a Lacrosse che a St. Louis dove c'era l'apostolato dell'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote per coloro che desideravano la liturgia della Chiesa secondo l'uso tradizionale, molte persone che avevano frequentato la FSSPX si sono riconciliate e sono tornate alla Chiesa. Per questo dico che se invece andiamo liberamente a quelle Messe che vengono celebrate [dalla FSSPX], che incoraggiamento diamo loro a riconciliarsi con la Chiesa?

Messe in Rito antico a Rivarolo Canavese

L'Associazione Introibo ad Altare Dei comunica che in Rivarolo Canavese:
- Mercoledì 4 ottobre alle 21.00 nella chiesa di S. Francesco (via Favia) sarà celebrata la S. Messa cum canticis nella forma straordinaria del Rito Romano (Messale latino di S. Giovanni XXIII del 1962) in onore di San Francesco, patrono d'Italia;
- Venerdì 6 ottobre alle 21.00 nella chiesa parrocchiale di S. Giacomo sarà celebrata come di consueto la S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano (Messale latino di S. Giovanni XXIII del 1962) del primo venerdì del mese;
- Sabato 7 ottobre alle ore 11,00, festa della B. V. del Rosario, nella chiesa parrocchiale di San Michele, all'altare della Madonna Annunziata, sarà celebrata la Santa Messa nella forma straordinaria del Rito Romano (Messale latino di S. Giovanni XXIII del 1962) del primo sabato del mese, preceduta alle ore 10,30 dalla recita del S. Rosario.

7 ottobre. Messa in memoria di Pio XII

In occasione dell’Anniversario della nascita al Cielo del Ven. Pio XII, il Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII è lieto di invitare la S. V. alla Santa Messa in Sua memoria che sarà celebrata sabato 7 ottobre 2017 alle ore 11.00 presso l’altare alla Tomba di San Pietro, nelle Grotte sottostanti la Basilica Vaticana.

Presiederà il Sacro Rito S. Em.za Rev.ma il Cardinale Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Potremo accedere in Vaticano attraverso la Porta del Petriano (Piazza del S. Uffizio), dove saremo accolti da un addetto che ci accompagnerà in Basilica: il ritrovo è pertanto fissato per le ore 10.00/10.15.

Si prega di voler comunicare la gradita partecipazione al seguente indirizzo: comitatopapapacelli@gmail.com.

"La verità della fede in pericolo". E firma la correzione a Bergoglio

La Chiesa vive un periodo di forte dibattito interno. Il professor Strumia, firmatario della "correzione filiale" e teologo di fama internazionale, spiega il perché
La Chiesa vive un periodo di forte dibattito interno. Don Alberto Strumia è stato docente ordinario di fisica-matematica presso le università di Bologna e Bari ed è attualmente docente invitato alla facoltà teologica dell'Emilia Romagna. Ma è anche uno dei sacerdoti che ha firmato la "correzione filiale" su Amoris Laetitia, l'esortazione apostolica del Papa che tanto sta facendo discutere il mondo cattolico e non. La firma di don Strumia ha suscitato scalpore, essendogli pacificamente riconosciuta una competenza di carattere internazionale tanto in materia teologica quanto in ambito scientifico.

Una Lepanto culturale

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno X n° 10 - Ottobre 2017

Ci vuole una nuova Lepanto, una Lepanto culturale, ma non contro i Turchi questa volta, ma contro gli effetti devastanti della Protestantizzazione Cattolica.

Nel 1571 il Papa S. Pio V riunì nella Lega Santa le corone cattoliche, perché unite difendessero la Cristianità contro l'invasione mussulmana dell'Impero Ottomano. Cosa sarebbe rimasto del Cristianesimo se questa vittoria della flotta cattolica non fosse avvenuta? I re obbedirono al Papa, la Madonna intervenne e la Cristianità fu salva: da quel 1571, il 7 di ottobre, la Chiesa ricorda quel miracolo, seguito ad un prodigioso impegno, con la festa della Madonna del Rosario, all'origine chiamata Nostra Signora delle Vittorie.