sabato 16 dicembre 2017

Ѐ in corso l’esproprio dei figli?

I figli sono di Dio e non dello Stato. Si programmano cittadini orfani della famiglia. Invece i figli sono di Dio e solo la Chiesa e i genitori possono educarli. (Arcivescovo Giampaolo Crepaldi)

Di chi sono i figli? I figli non sono di nessuno perché sono di Dio. C’è stato un tempo in cui l’idea che il figlio fosse un dono era radicata nel cuore e nella mente delle persone, e non solo delle mamme. Un dono che viene da Dio e che bisogna educare perché a Lui ritorni. La procreazione era sentita come appartenente ad un ciclo di senso che toglieva il bimbo dalle mani di ogni potere terreno, perché era “del Signore”.
Questo sentire comune è ancora vivo in molti genitori, ma in generale lo è sempre di meno. Questo da quando la razionalizzazione tecnica e politica ha assunto anche questa forma di dominio, il dominio sui figli. Erano state le utopie politiche a produrre nei secoli scorsi delle serie eccezioni all’idea che i figli appartenessero al Signore, a cominciare dall’antica utopia di Platone secondo cui i bambini appena nati dovevano venire subito allevati in strutture pubbliche, sotto le ali dello Stato, in modo che ogni cittadino, vedendo i giovani per le strade e le piazze potesse dire: “potrebbe essere mio figlio”. La negazione della famiglia era funzionale alla creazione di una comunità politica di uguali dai saldi legami reciproci. Se i figli avessero continuato ad essere dei genitori – si pensava – l’unità interna alla comunità si sarebbe indebolita e frammentata. L’idea ha una lunga storia, che passa dalla comunione delle donne nei Falansteri del nuovo mondo di Fourier, alle indicazioni del Manifesto di Marx fino ad arrivare agli stati totalitari del secolo scorso.

Approvata la legge che apre all’eutanasia. Dichiarazione dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi

Giovedì scorso 14 dicembre il Parlamento italiano ha approvato la legge cosiddetta sulle DAT che apre all’eutanasia, persino in forme più accentuate che in altri Paesi. Durante la fase della discussione in Parlamento e nel Paese anche io, come vescovo e come presidente dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân, ero intervenuto, insieme ad altri, come per esempio il Centro Studi Rosario Livatino, per mettere in evidenza la gravità del contenuto di questo testo di legge. Purtroppo ha prevalso un’ideologia libertaria e, in definitiva, nichilista, espressa in coscienza da tanti parlamentari. Così l’Italia va incontro ad un futuro buio fondato su una libertà estenuata e priva di speranza. Questa legge si aggiunge ad altre approvate in questa triste legislatura che hanno allontanato la nostra legislazione sulla vita e sulla famiglia dalla norma oggettiva della legge morale naturale che è inscritta nei nostri cuori, ma che spesso i piccoli o grandi interessi di parte e le deformazioni dell’intelligenza nascondono agli uomini. Coloro che con grande impegno stanno smantellando per via legislativa i principi della legge morale naturale, che per il credente è il linguaggio del Creatore, non sono però in grado di dirci con cosa intendano sostituirne gli effetti di coesione sociale in vista di fini comuni. La libertà intesa come autodeterminazione, che questa legge afferma ed assolutizza, non è in grado di tenere insieme niente e nessuno, nemmeno l’individuo con se stesso.

venerdì 15 dicembre 2017

Biotestamento. Don Arice, “il Cottolengo farà obiezione di coscienza, non applicherà le DAT”

Nelle sue strutture, il Cottolengo non applicherà le Dat. Lo ha comunicato all’AGI il superiore generale don Carmine Arice.
“Noi – ha affermato il sacerdote – non possiamo eseguire pratiche che vadano contro il Vangelo, pazienza se la possibilità dell’obiezione di coscienza non è prevista dalla legge: è andato sotto processo Marco Cappato che accompagna le persone a fare il suicidio assisitito, possiamo andarci anche noi che in un possibile conflitto tra la legge e il Vangelo siamo tenuti a scegliere il Vangelo”. “Di fronte ad una richiesta di morte – ha spiegato – la nostra struttura non può rispondere positivamente. Attualmente l’obiezione di coscienza non è prevista per le istituzioni sanitarie private, però io penso che in coscienza non possiamo rispondere positivamente ad una richiesta di morte: quindi ci asterremmo con tutte le conseguenze del caso”.
Secondo don Arice, che è stato direttore nazionale della pastorale sanitaria della Cei ed è membro dell’organismo vaticano per gli ospedali cattolici, “il tema vero da affrontare, e non viene fatto, è quello di creare condizioni che permettano a chi è solo e in condizioni di difficoltà e sofferenza di non invocare la morte, a cominciare dalle persone anziane che si trovano in povertà e afflitte da patologie. Invece vediamo prevalere troppo spesso la cultura dello scarto che spinge le persone più deboli a dire ‘tolgo il fastidio’”.

Francescani dell'Immacolata: un aggiornamento

Nostra traduzione di un articolo pubblicato da Rorate Caeli. Potete trovare tutti i precedenti indicizzati qui.

Per la cronaca: aggiornamenti sui Frati Francescani dell'Immacolata e sulle Suore Francescane dell'Immacolata

La distruzione operata da Bergoglio è ormai completata

Da molti anni a questa parte abbiamo raccolto e pubblicato notizie sulla distruzione dei Francescani dell'Immacolata operata da papa Bergoglio - riguardante sia i Frati (FFI) che le Suore (SFI). Sono avvenute tante cose, spesso nell'ombra, che non erano state ancora fatte conoscere.

Elenchiamo qui sotto i punti che ci sono stati riferiti recentemente da diverse fonti, sia esterne che interne all'ordine. Vale la pena registrarli qui oggi, nonostante le minacce e le molestie che abbiamo ricevuto in tutti questi anni per aver riportato le notizie. Anzitutto ricordando che metà dei FFI che originariamente avevano richiesto una visita canonica non sono più nell'ordine. Al pari del Prosecutore Imperiale che accusava santa Bernadette, sapevano di essere nell'errore, e speriamo ora che se ne stiano pentendo. Vi preghiamo di considerare anche le nostre note qui sotto, così come una ragionata previsione di cosa avverrà in seguito nell'ordine.

Recensio Tomistica

L’Editore Effedieffe ha appena pubblicato il volume Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore di Curzio Nitoglia (400 pagine, 22 euro)1. In esso l’Autore 
  • dimostra che la vera essenza della filosofia tomistica si trova riassunta nelle XXIV Tesi del Tomismo (compilate dal padre Guido Mattiussi), perché esse - grazie alla distinzione reale tra essenza ed essere e con il concetto dell’essere quale atto ultimo e perfettissimo di ogni essenza- costituiscono l’ABC del vero Tomismo; 
  • spiega che il Tomismo, con il suo realismo della conoscenza (“conformità dell’intelletto alla realtà”) è diametralmente opposto al Modernismo, il quale è soggettivismo e relativismo filosofico/teologico: “Cogito ergo sum” (Cartesio) / “…ergo Deus existit” (kantismo modernista): la realtà creata e Dio Creatore sono un prodotto del pensiero umano; 

giovedì 14 dicembre 2017

Perugia 16 dicembre - La barca di Pietro nella tempesta


ASSOCIAZIONE SAN MICHELE ARCANGELO - PERUGIA

CONFERENZA
La barca di Pietro nella tempesta:
spunti e riflessioni sulle origini della sovversione
Relatore: Dott. Cristiano Lugli
Sabato 16 dicembre 2017, ORE 18.30
Sala della Vaccara del Palazzo dei Priori
Perugia

Per informazioni: sanmichelearcangelo.perugia@gmail.com

Il biotestamento mostra la fine della civiltà

Qualcuno mi deve spiegare perché, per sponsorizzare il biotestamento, [appena passato] all’esame del Senato, si seguita ad affermare che «serve una legge sul fine vita», pena il mancato riconoscimento del «diritto a morire». «Serve una legge sul fine vita»? E chi lo dice? Nostradamus? Gli italiani senza lavoro? Quelli truffati dalle banche? Lo chiedo perché non vorrei si scambiasse l’agenda dei politici radicali per monito evangelico o, più banalmente, per priorità. E poi, che significa riconoscimento del «diritto a morire»? Esiste forse un dovere di vivere all’infinito?
Certo che no. Esiste, semmai, il rischio di non poter vivere abbastanza, come testimoniano i 45.000 morti all’anno per malasanità (fonte: Associazione Luca Coscioni). Per questo una legge sul biotestamento, che oltretutto trasforma alimentazione e idratazione in terapie rifiutabili, ha ben poco a che vedere col «fine vita», ma molto col fine civiltà. Una società con tassi di natalità cimiteriali, che già non riesce ad assistere degnamente tutti i propri malati e che pensa a come meglio garantire il «diritto a morire», non è infatti una società che vuole poter decidere, ma una che ha già deciso. Purtroppo. (Giuliano Guzzo)

Le cinque insidie per la Chiesa di oggi - Card. Carlo Caffarra

Stralcio dall'ultimo articolo di Settimo cielo, dal titolo: Il papa ha parlato. Ma i dubbi non sono spariti, e nemmeno il cardinale Caffarra. il brano è tratto dal libro di 208 pagine pubblicato dalle Edizioni Studio Domenicano, «Prediche corte, tagliatelle lunghe» nel quale è condensata la fede e la sapienza del cardinale Carlo Caffarra (1938 – 2017), che vi rivive attraverso una florilegio dei suoi interventi come arcivescovo di Bologna, a cura di Lorenzo Bertocchi e Giorgio Carbone.

Le cinque insidie per la Chiesa di oggi

L'alternativa ad una Chiesa senza dottrina non è una Chiesa pastorale, ma una Chiesa dell’arbitrio e schiava dello spirito del tempo: "praxis sine theoria coecus in via", dicevano i medioevali. Questa insidia è grave, e se non vinta causa gravi danni alla Chiesa. Per almeno due ragioni. La prima è che, essendo la "Sacra Doctrina" niente altro che la divina Rivelazione del progetto divino sull’uomo, se la missione della Chiesa non si radica in essa, che cosa la Chiesa dice all’uomo? La seconda ragione è che quando la Chiesa non si guarda da questa insidia, rischia di respirare il dogma centrale del relativismo: in ordine al culto che dobbiamo a Dio e alla cura che dobbiamo all’uomo, è indifferente ciò che penso di Dio e dell’uomo. La "quaestio de veritate" diventa una questione secondaria.

“Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano”

«Se esiste conflitto tra le parole e gli atti di qualsiasi membro della gerarchia, compreso il Papa, e la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato, rimarremo fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa».

Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano”. Con questo titolo è stata diffusa il 12 dicembre, festa della Madonna di Guadalupe, una “Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa” sottoscritta dai leaders dei principali movimenti pro-vita e pro-famiglia di tutto il mondo. Il documento è stato pubblicato sul sito fidelitypledge.com, con la firma di oltre trentacinque organizzazioni di tredici nazioni diverse. Di seguito il testo integrale.

Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa dei leader dei movimenti pro-vita e pro-famiglia

Il numero di bambini innocenti uccisi dall’aborto nel corso del secolo scorso è maggiore di quello di tutti gli esseri umani che sono morti in tutte le guerre della storia umana. Gli ultimi cinquant’anni hanno testimoniato una continua escalation di attacchi alla struttura della famiglia come è stata progettata e voluta da Dio, capace di creare il miglior ambiente per una sana e vigorosa crescita dell’uomo e soprattutto per l’educazione e la formazione dei bambini. Il divorzio, la contraccezione, l’accettazione di atti e di unioni omosessuali e la diffusione dell’“ideologia di genere” hanno causato danni incommensurabili alla famiglia e ai suoi membri più vulnerabili.

mercoledì 13 dicembre 2017

Bologna. Intero quartiere invaso dalla sfilata islamica per Maometto

Circola sulla rete un video in cui si vedono sfilare centinaia di maschi islamici sciiti per l’anniversario della nascita di Maometto, mentre quella di Nostro Signore Gesù Cristo appare sempre più eclissata nei simboli, nelle tradizioni, nella coscienza civile con seri rischi per la vita spirituale.
Questa è Bologna in via San Donato: l’Islam cresce e avanza”, scrivono i ragazzi di Generazione Identitaria che lo hanno diffuso [qui]. In poco tempo, da una presenza musulmana insignificante, siamo arrivati a manifestazioni e sfilate che danno il senso dell’occupazione nelle nostre città. Tra qualche altro anno, se non interverranno provvedimenti seri saremo ai livelli di altre città europee.
Ciò vale nel caso proseguano i flussi attuali. Quelli del Pd. E vedremmo il nostro Paese, in pochi anni, quasi raggiungere nazioni come Francia, Regno Unito e Germania, che oggi l’Italia segue molto ‘indietro’ con poco più del 3%.
In pratica gli islamici quadruplicheranno, mentre nell’Europa in generale triplicheranno. Immaginatevi un partito islamico (già peraltro in fieri senza che nessun politico se ne preoccupi) che possa contare su un bacino elettorale di circa il 15 per cento. In pratica, nessun governo potrebbe nascere senza il consenso politico degli islamici. Del resto è lo scenario, previsto per i prossimi anni in Italia, dall’analisi demografica del noto istituto di ricerca americano Pew Research Center.
Nel frattempo, pare che pericolosissimi fascisti facciano cagare sotto gli italiani (quelli pilotati dai media di regime) che da qualche tempo non riescono a prendere sonno a fronte del pericolo fascista, nazista, sessista, nazionalista, populista, maschilista, razzista, omofobo, sovranista e via dicendo; ma non si preoccupano di fenomeni come questo e ciò che rappresentano veramente in seno alle nostre società già irriconoscibili.
Anche per questo il PD, insieme a tutte le sue altre facce, compresi i 5Stelle, deve assolutamente restare fuori dal governo.

Ancora sul fenomeno di Medjugorje. La relazione di don Giorgio Ghio sul libro di D.A. Foley alla FTL

Il 13 novembre 2017 a Lugano presso la Facoltà Teologica è stato presentato il libro di Donal Anthony Foley, Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso? (Cantagalli, Siena 2017). Il pubblico ha qui potuto ascoltare, oltre alle relazioni del Professor Dott. Manfred Hauke (qui) e del Dottor Andrea Sandri (qui), cui si deve la traduzione italiana del volume, un interessante e puntuale intervenuto del Dottor don Giorgio Ghio che pubblichiamo qui di seguito.

Ancora sul fenomeno di Medjugorje.
La relazione di don Giorgio Ghio sul libro di D.A. Foley alla FTL


Vorrei soffermarmi brevemente sull’aspetto ecclesiale del “fenomeno Medjugorje”.

a) Criteri di discernimento

La Chiesa Cattolica dispone di validi strumenti per la valutazione di fatti di presunta origine soprannaturale. Ci sono anzitutto i rigorosi criteri indicati dal cardinale Lorenzo Lambertini (il futuro papa Benedetto XIV) nel suo monumentale De servorum Dei beatificatione et de beatorum canonizatione, composto tra il 1734 e il 1738, in un’epoca in cui la Chiesa aveva un forte interesse, per evitare gli attacchi degli illuministi, a riconoscere correttamente i fenomeni che superano l’ambito della natura creata. In tempi più recenti, nel 1978 sono state diramate a tutti i vescovi del mondo le Normae della Congregazione per la Dottrina della Fede già ricordate dal professor Hauke, poi pubblicate nel 2012. Infine abbiamo a disposizione l’insegnamento secolare della teologia ascetica e mistica, che ha prodotto una sterminata bibliografia. Strumenti atti all’accertamento della vera natura di un fenomeno, quindi, non mancano di certo. Il libro del dottor Foley vi fa più volte riferimento (solo per dare qualche esempio, cf. pp. 292ss, 298ss).

martedì 12 dicembre 2017

Apocalipse "Bergoglio".

Ottimo articolo di Francesco Lamendola [qui]. Certamente è una requisitoria, tanto più efficace in quanto non trincerata dietro l'anonimato.

A noi non la possono raccontare

La potranno raccontare a qualcun altro, forse; a noi no. A noi che abbiamo visto, a noi che abbiamo vissuto, sia pure da bambini, gli anni prima del Concilio, nessuno può farci scambiare lucciole per lanterne: nessuno può venirci a dire che questa chiesa di oggi, la chiesa di papa Francesco, è la stessa Chiesa cattolica di allora e di sempre. No, questa è una cosa che si può contrabbandare ai giovani e agli ingenui; non a chi, per ragioni di età e per abitudine alla riflessione e al vaglio critico delle cose, non è disponibile a lasciarsi infinocchiare secondo le tendenze del momento. Quella di oggi non è la stessa chiesa di allora; e non lo è perché ne differisce radicalmente quanto all’essenza, non perché certe sue forme esteriori sono profondamente mutate. Del resto, nel caso della Chiesa cattolica, bisogna essere molto cauti nel distinguere tra la forma e il contenuto: la Chiesa cattolica non è una confezione di surgelati che si acquista al supermercato, dove la scatola non è che un involucro di nessuna importanza, che si getta via quando si vuol consumare il prodotto: per la Chiesa cattolica, la forma è anche sostanza e la sostanza, anche forma. Così è sempre stato e così deve essere; quel che si può rivedere e ritoccare è solo la superficie, ma, anche per far ciò, devono esservi delle buone, delle ottime ragioni.

don Elia. Festina tempus

Propongo alla riflessione l'ottimo articolo che segue, pur non condividendone le ultime righe. Non me ne vorrà dunque don Elia se lo pubblico monco della conclusione [deposizione del papa eretico] che, oltre a contrastare con la 'desistenza' altre volte prevalente, esprime una visione non univoca tra i Dottori della Chiesa, che ne hanno discusso come pura possibilità teorica ipotetica. E in ogni caso spetta alla gerarchia. Ma ha anche il difetto di essere proclamata da uno scranno anonimo; il che la rende facile da 'sparare' ma ostica da gestire e non tiene conto delle conseguenze. Da un lato c'è già molta gente fuori dai gangheri per buoni e seri motivi; per cui una conclusione del genere equivale a gettare benzina sul fuoco. Dall'altro lato, alla grande massa - indifferente o poco informata oppure ideologizzata quando non affetta da tifoseria papista - non è chiaro né l'errore veicolato dalla nuova prassi rivoluzionaria né le sue conseguenze. Inoltre si stanno facendo i conti con l'ambiguità gesuitica che è la cifra di questo pontificato e col gioco di ambiguità del magistero liquido che è ormai l'unico veicolo di espressione nella neo-chiesa. Se è comprensibile lo sfogo, non si può prescindere dalla grave responsabilità che incombe su tutti noi che cerchiamo di custodire la nostra fede e riaffermarla. La parresìa non esclude la prudenza. Ero indecisa su questa comunicazione pubblica; ma alla fine la considero tanto più efficace proprio perché pubblica, mentre resta rispettosa del resto. (Maria Guarini)

Excita furorem, et effunde iram. Tolle adversarium, et afflige inimicum. Festina tempus, et memento finis, ut enarrent mirabilia tua (Sir 36, 8-10).

Ecco un’altra preghiera da ripetere spesso; il buon Dio capisce il latino. «Eccita il (tuo) furore ed effondi la (tua) ira. Togli di mezzo l’avversario e punisci il nemico. Affretta il tempo e ricordati della fine, perché (i fedeli) narrino le tue meraviglie». Non è cristiano pregare così? E chi l’ha stabilito? Quelli che hanno purgato perfino la Sacra Scrittura, togliendo queste parole dall’Ufficio divino? Quelli che si sono inventati un nuovo culto conforme alle loro idee eterodosse e velleità puerili, rigettando al contempo quello trasmessoci in continuità fin dall’epoca apostolica? Lutero e gli altri sedicenti “riformatori”, in fin dei conti, han fatto esattamente la stessa cosa: hanno espunto dalla Bibbia i testi scomodi alle loro opinioni eretiche e fabbricato ex novo riti e preghiere corrispondenti. E mano male che l’uomo – a dir loro – non ha alcun ruolo nella propria salvazione né deve averlo: sarebbe un errore tipicamente papista, una volgare bestemmia che oscurerebbe il primato di Dio…

lunedì 11 dicembre 2017

13 dicembre a Ferrara - Giustizia e diritto in San Tommaso

Società Internazionale Tommaso d’Aquino - Sezione di Ferrara
Circolo “ Mons. Giuseppe Cenacchi”

Nell’ambito delle Sessioni di Studio della Società Internazionale S. Tommaso D’Aquino (SITA)

mercoledì 13 dicembre alle ore 17:00
Sala del Sinodo in Arcivescovado, Ferrara

(ingresso da Corso M. d. Libertà)

Il Prof. Antonio Antonioni, Vice-Presidente della Sezione SITA di Ferrara Tratterà il tema “Giustizia e Diritto in S. Tommaso”.

Presenta il  Direttore della Sezione SITA di Ferrara Canonico Dott. José-Apeles Santolaria de Puey y Cruells (già Cancelliere dell’Arcidiocesi ed ora Direttore dell’Archivio Storico Arcidiocesano).
---->> cliccare sull'immagine a lato per ingrandire

Attenti al fascismo (immaginario)

Il nostro impegno di credenti non ci fa dimenticare che siamo anche cittadini e, come tali, interessati all'agone politico dove s'intrecciando forze e tendenze che veicolano anche nel nostro vivere sociale elementi di degrado, inganni e manipolazioni. Oggi mi ha colpito la lettura di due articoli (il titolo del primo, di Giuliano Guzzo, ben si attaglia anche al secondo, del pensatore sloveno Slavoj Zizek notoriamente fuori dagli schemi ma assolutamente non di destra), da condividere perché esprimono visuali realiste e condivisibili, che si completano a vicenda. Denominatore comune: "Contestare da destra la paranoia antifascista non è mai semplice: si viene accusati di essere di parte nonché ottenebrati dall'ideologia". 

Attenti al fascismo (immaginario)
Giuliano GuzzoFonte

Scusatemi davvero, amici, ma dovete aggiornarmi perché mi son perso qualcosa. Per forza. Non saprei spiegarmi, se no, perché da giorni, in Italia, i grandimedia – Repubblica in testa – lanciano continui allarmi contro l’«Onda Nera», quest’entità sbucata dal nulla e materializzatasi, se ho capito bene, in energumeni destroidi talmente minacciosi da costituire un pericolo pubblico. Curioso, davvero curioso. I manifestanti di Forza Nuova contro il gruppo editoriale L’Espresso, se ho capito bene, non hanno spedito nessuno all’ospedale, come invece son usi fare cortei cosiddetti antagonisti coi poliziotti: eppure i secondi sono «compagni che sbagliano», i primi una minaccia per la democrazia.

"La Chiesa tradisce il Vangelo se preferisce la politica a Dio"

Emblematiche le dichiarazioni del Cardinale. Tuttavia ineludibile è proseguire insieme al card. Burke e possibilmente altri, il discorso dei dubia e della 'correzione formale'. Ma non solo riguardo ad AL, perché il punto di non ritorno è già superato e non da poco.

La Chiesa deve tornare ad occuparsi di fede. Sembra ormai un "mantra" questo dei cardinali dei "dubia". Intervista sul luteranesimo al cardinale Brandmüller
"Quanto più si occupa di politica lasciando da parte la realtà di Dio, grazia e peccato tanto più si tradisce il Vangelo", a parlare è Walter Brandmüller, cardinale cattolico e firmatario dei "dubia" sulla discussa esortazione apostolica di papa Francesco, "Amoris Laetitia". Il porporato tedesco ha preferito non affrontare le tematiche di più stretta attualità. Apparentemente niente dichiarazioni - dunque - sulla mancata risposta del pontefice alle questioni sollevate o sulla divisione dottrinale che sta interessando la Chiesa di questi tempi. Ma il cardinale - in realtà - pare aver utilizzato risposte acute per chiarire e definire il suo pensiero complessivo sullo stato delle cose. Walter Brandmüller - infatti - è sì un uomo di Chiesa, ma anche uno storico e un professore. Una personalità abituata - quindi - a lasciar trapelare messaggi precisi mediante riferimenti storici. Massimo esperto di Concili e strettissimo collaboratore di Benedetto XVI, il cardinale cita Joseph Lortz e Erwin Iserloh: due storici della Chiesa che non hanno affatto tralasciato le differenze e gli scontri dottrinali. Sembra quasi voler dire - insomma - che nella storia contemporanea del cattolicesimo qualcuno stia trascurando apertamente questi aspetti. Brandmüller non cita mai papa Bergoglio: così come ribadito nelle settimane passate dal cardinale Burke - del resto - la fedeltà di questi cardinali al Santo Padre non è minimamente messa in discussione e - anzi - l'unico intento dichiarato sembra essere quello di favorire l' unità della Chiesa di Roma. Il cardinale risponde esaustivamente - però - all'oggetto dell'intervista: il dialogo con il protestantesimo. Non nomina neppure Monsignor Galantino, ma indirettamente pare suggerirgli di studiare "di più". Lutero sarebbe visto da alcuni come un fenomeno "esotico". Quello che è considerato da molti il miglior amico di Joseph Ratzinger destruttura - insomma - un certo modo di intendere il dialogo religioso con la fede luterana. [Fonte]

Controprocesso a Papa Francesco

Interessantissimo, articolato  intervento del prof. Pietro De Marco su Il Foglio,  che confuta le tesi di R.R. Reno, Borghesi e Ivereigh [vedi qui - qui nel blog] espresse nel monografico del Foglio dedicato al Papa.

Caro Direttore, Matteo Matzuzzi [qui] ci ha offerto una mappa delle diverse diagnosi del travaglio della Chiesa sotto il pontificato di papa Bergoglio. Ma la mappa finisce con l’essere, per la sua stessa ricchezza di informazioni, un repertorio esemplare di spiegazioni o “narrazioni” per lo più erronee che non è possibile “lasciar correre”. A momenti viene da dire a biografi e opinionisti, ma anche a battaglieri colleghi improvvisamente filo papali: ma ci credete senza memoria o ci prendete in giro?
Ripercorro l’articolo. Trovo quasi in incipit una vecchia conoscenza; sono infatti decenni che si descrivono e diagnosticano lo spostamento di asse mondiale della Chiesa, la nuova composizione del Collegio cardinalizio e della Curia romana, e le loro implicazioni “future”. La vera novità di oggi è che le istanze delle chiese africane e asiatiche non corrispondono alle attese dei novatori “conciliari”. Basta pensare alla fermezza cattolica e romana del card. Robert Sarah, guineano, prefetto della Congregazione dei riti, o alle posizioni dei vescovi d’Africa e Asia al Sinodo dei Vescovi del 2015 sul regime sacramentale dei divorziati. Così avviene che, quando si oppongono le cattolicità extraeuropee alle “vetuste chiese europee” e si depreca “l’arroccamento [della Chiesa in Europa] in fortini sempre più diroccati”, si pensa di confermare uno schema perenne (la freschezza del ‘nuovo’ ecclesiale contro la conservazione del tradizionale), ma è il contrario che è vero. Abbiamo la freschezza della tradizione (della continuità cattolica) contro la vecchiezza di innovazioni e rivoluzioni. Insomma, il paradosso inconsapevole che risiede in questi enunciati è che i ‘fortini’ che si designano non sono quelli di una Chiesa conservatrice (alla quale in genere si riservano dal Concilio in poi queste metafore belliche) ma le stesse chiese modernizzanti d’Europa. Ci si dà, usando una immagine d’altri tempi, la zappa sui piedi.

domenica 10 dicembre 2017

Ungheria, eretta una croce di fronte alla Lidl: "Contro chi censura il crocifisso"

E oltre alla Polonia, l'Ungheria. Sono loro, oggi i tedofori di un'Europa ancora cristiana.

Una enorme croce eretta proprio di fronte alla Lidl, per protestare contro alcune scelte di marketing che censurano l'identità cristiana d'Europa.
È questa l'idea di alcuni attivisti ungheresi che hanno deciso di punire così la linea della catena tedesca di supermercati, "rea" di aver cancellato le croci dalle foto di alcune chiese utilizzate nella pubblicità dei prodotti e dei negozi.
In origine era stata la confezione di uno yogurt greco a far discutere: dalle cupole blu di Santorini era stata cancellata al computer l'inconfondibile croce ortodossa. Il tutto, avevano spiegato da Lidl Belgio, per non urtare la sensibilità dei clienti non cristiani. Quindi era stata la volta dell'Italia, dove dalla foto di un paese ligure utilizzata a scopi pubblicitari erano sparite le croci dalle facciate delle chiese, anche se in quest'ultimo caso le croci erano state ricollocate al proprio posto con tante scuse (ma solo dopo lo scoppio del caso mediatico).
La tendenza a censurare i simboli sacri della prima religione del mondo, però, non è proprio andata giù ai cattolici di Csepel, nel XXI circondario di Budapest, in Ungheria: gli attivisti magiari prima hanno disegnato delle croci con i lumini per terra e poi sono arrivati ad erigere una croce in pietra di almeno tre metri. [Fonte]

La Chiesa polacca respinge le minacce del Parlamento europeo

Nella nostra traduzione dal Catholic HeraldTroviamo drammatica la protervia delle autorità europee contro la Polonia che starebbe operando una "grave violazione dei valori europei" solo perché cerca di impedire l’aborto eugenetico. Ma quali sarebbero i cosiddetti “valori europei” portati avanti da questa Europa che, non meno della gerarchia ecclesiale egemone, sta perdendo la sua anima e la sua cultura insieme alle sue radici cristiane? 

Un portavoce della chiesa polacca ha respinto una minaccia di sanzioni dell'Unione europea se il parlamento del suo paese dovesse andare avanti con la legislazione, appoggiata dalla Chiesa polacca, per frenare gli aborti di feti portatori di handicap.

"La Conferenza episcopale polacca sottolinea che il diritto alla vita è fondamentale per ogni essere umano, quindi dovremmo tutti proteggere questo diritto per i bimbi indifesi", ha detto il portavoce della Conferenza, padre Pawel Rytel-Andrianik. "Nessuno può eliminare questo diritto, né pressioni esterne né interne possono cambiare il fatto scientificamente provato che la vita umana inizia al momento del concepimento".

Studiosi rispondono a Fastiggi respingendo lʼasserzione secondo la quale il papa avrebbe risposto indirettamente ai dubia

Propongo un'altra traduzione di un testo interessante [qui], frutto del nostro costante impegno, che ci consente di allargare gli orizzonti, alimentando il confronto e gli approfondimenti. Ancora una volta si tratta di Amoris Laetitia, che ha sollevato e continua a sollevare una miriade di dubbi perplessità e conseguenti interventi, innescando un dibattito acceso e anche sgradevoli polemiche. Si tratta dello scenario immediatamente precedente la pubblicazione negli AAS sulla quale molto stiamo dibattendo, su cui gravano ombre e conseguenze di grande rilievo. Tuttavia è bene tener desta l'attenzione sulle interessanti articolazioni del dibattito, che certamente avrà ulteriori sviluppi.
La Redazione di OnePeterFive nei giorni scorsi ha promosso  le osservazioni e risposte di tre studiosi cattolici ortodossi e fedeli — Padre Brian Harrison, O.S., il professor Paolo Pasqualucci è il professor Claudio Pierantoni [qui il suo appoggio ai Dubia - qui la sua replica a Buttiglione] — al fine di una efficace replica all’articolo del teologo statunitense Dr. Robert Fastiggi, professore al seminario maggiore del Sacro Cuore a Detroit, recentemente pubblicato dal turiferario massimo su La Stampa (Vatican Insider) [qui], diffuso in lingua inglese in tutto il mondo e presentato come autorevole, intitolato “I commenti recenti di Papa Francesco dovrebbero tranquillizzare i suoi critici”. Oltre all'intento di convincere questi ultimi del fatto che il pontefice avrebbe già risposto ai dubia, sia pure indirettamente ma in modo ortodosso, l'articolo rappresenta l'ennesimo tentativo di mettere a tacere sia critici che le loro preoccupazioni.
Proseguo con l'introduzione della dr.sa Maike Hickson, inserendo successivamente i testi dei tre studiosi. (M.G.)

Sembra che la lettera a Papa Francesco [qui] scritta da Padre Thomas Weinandy, O.F.M., Cap., recentemente pubblicata, abbia esercitato un forte impatto nell’ambito culturale cattolico, dato che il Dr. Fastiggi la menziona tanto all’inizio come alla fine del suo articolo. Fastiggi espone il suo ragionamento come segue:

sabato 9 dicembre 2017

Crisi della Chiesa: Un intervento del teologo Brian Harrison O.S. sulla recente scandalosa pubblicazione negli AAS

Il teologo Brian Harrison O. S. è uno dei firmatari delle varie Correctiones finora apparse. Il tema è ancora ampiamente dibattuto qui sul blog. L'intervento che segue è stato tradotto e pubblicato da Paolo Pasqualucci [qui]. Lo riprendiamo ribadendo la gravità di questa pubblicazione negli AAS, visto che la maggioranza dei cattolici non se ne rende conto.
Piccola notazione: la gravità c'è tutta. Ma è un atto di magistero autentico o di imperio autentico?

Nota previa del traduttore.
Ho tradotto dall’inglese e pubblicato, unitamente  all’originale, questo  breve ma prezioso contributo del teologo, prof. Brian W. Harrison O.S., intitolato: Il peso specifico dei diversi tipi di interventi pontifici, perché mi sembra mettere perfettamente in luce il carattere fortemente magisteriale che Papa Francesco ha voluto imprimere all’interpretazione eterodossa di certi passi ambigui della sua Esortazione Apostolica Amoris Laetitia.  
Le spiegazioni di Padre Harrison sul valore di atto di magistero dello strumento rappresentato dalle “Epistole Apostoliche”, corroborate da significativi estratti degli indici degli AAS, sono estremamente chiare e spero possano contribuire in maniera decisiva a fugare ogni interpretazione minimalista del nefas perpetrato da Papa Francesco, con il suo Rescritto del 5 giugno scorso:  atto di una gravità inaudita, che rappresenta, a mio modesto avviso, un punto di non ritorno per l’attuale Pontificato.  Grazie a quest’atto, ora è come se il Papa in persona autorizzasse ufficialmente i cattolici, trovantisi in certe situazioni matrimonialmente irregolari, a compiere il terribile peccato di una Santa Comunione sacrilega!

Non abbandonarli alla tentazione di cambiare il Padre nostro

Della nuova traduzione del Padre nostro molto si parla in questi giorni. Non c'era alcun bisogno di cambiare questa particella della preghiera in modo arbitrario e superficiale, nel tentativo di giustificare ciò che si ritiene ingiustificabile ma che in realtà è mal compreso o di alleggerire, mettendolo in altro modo, ciò che appare pesante sempre per difetto di comprensione. Occorre invece spiegare, insegnando rettamente, per aiutare a scoprire con amore e timore ciò che davvero essa ci dice, sondandone le profondità con l'aiuto dei veri maestri nella fede che ci hanno preceduto nel corso della millenaria storia della Chiesa e di quelli che ancor oggi ci illuminano con i loro insegnamenti.
Nel 2010 don Alfredo Morselli aveva già scritto un ottimo articolo, che riprendo di seguito per condividere. Certamente non ha perso di attualità perché ciò che afferma ha la saldezza delle verità perenni.

Non abbandonarli alla tentazione di cambiare il Padre nostro

Secondo quanto diramato il 10-11-2010 da APCom, nella nuova edizione italiana del Messale Romano, il testo del Padre nostro potrebbe subire un cambiamento: la traduzione classica della VI domanda “non ci indurre in tentazione” (Mt 6,13) verrebbe sostituita, seguendo così la nuova Bibbia CEI 2008, con “non abbandonarci alla tentazione”.
Perché questo cambiamento? Per evitare che qualcuno pensi che Dio possa positivamente indurre qualcuno in tentazione, o essere Egli stesso causa della tentazione.
Si tratterebbe veramente di uno scandalum mere receptum, perché è molto facile ricordare, con San Giacomo, che “Nessuno, quando è tentato, dica: "Sono tentato da Dio"; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno” (Gc 1,13).
Sono ben altri i passi difficili, che possono turbare la coscienza dei più deboli; e, sempre in tema di una certa azione positiva e diretta di Dio nella tentazione, è molto più problematico del nostro versetto quanto troviamo in 2 Ts 2,11: “Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna”. Grazie al cielo, qui nessuno ha ancora pensato di cambiare il testo sacro.
Però è anche vero che ogni scandalo, quando è possibile, va rimosso, perché “non tutti hanno la conoscenza” e quindi “se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello” (1 Cor 8, 7. 13).

venerdì 8 dicembre 2017

Canti musulmani in una chiesa di Parigi

Nella nostra traduzione da Perepiscopus. Qui non si sono bevuti solo il cervello, ma che càspita di sensum fidei hanno? Lo spettacolo è organizzato da un centro culturale islamico; ma un parroco ha pur dovuto dare l'assenso, mentre i fedeli non risulta abbiano avvertito l'incongruenza... 

In occasione del Mawlid Al Nabawîy (celebrazione della nascita di Maometto  che neppure si sa se sia realmente esistito), l'Institute of Islamic Cultures ha organizzato venerdì 1° dicembre un concerto di canti sacri islamici (sic) presso la chiesa di San Bernardo, nel 18° arrondissement di Parigi, alla presenza della senatrice parigina Bariza Khiari [nome che rivela l'origine. Ormai in Francia e nell'UK occupano anche i ruoli politici.]
Uno spettacolo che "propone l'incontro di due mondi musicali: il patrimonio tradizionale lirico orientale, fatto di salmodie e di improvvisazione, viene rivisitato da processi di ispirazione contemporanea. Una creazione originale, in cui gli inni islamici e cristiani entrano in sintonia con i suoni dell'oud (strumento arabo a corde) e del pianoforte".
Dovevano farlo proprio in Chiesa e per di più alla presenza del Santissimo Sacramento?

Quello che non vi dicono sull'Immacolata

Confrontate la seguente omelia con quella che vi hanno propinato in parrocchia oggi a proposito dell'Immacolata Concezione... E poi ripensate un attimo a tutti quelli che si lamentano che siete diventati "tradizionalisti".

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
"La Santissima Vergine Maria, nel primo istante della Sua Concezione, per singolare Grazia e privilegio di Dio Onnipotente, e in vista dei meriti di Cristo Gesù Salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia del Peccato Originale".
Questo è il Dogma dell'Immacolata Concezione proclamato nella Bolla Ineffabilis Deus del beato Pio IX nell'anno 1854.

Cosa era questa macchia del Peccato Originale? Era lo stato di peccato mortale ereditato da tutti i figli di Eva insieme a una debolezza dell'intelletto e della volontà, di un certo staccamento dalle passioni, dal dominio della ragione. Da questa macchia di cui vediamo così chiaramente gli effetti in noi stessi e in tutti gli uomini, la Santissima Vergine Maria fu preservata.

Ma la Santissima Vergine dal primo istante della Sua Concezione fu preservata non solo dal Peccato Originale, ma anche dal peccato personale, come dichiara il sacro Concilio di Trento nelle seguenti parole: La Chiesa mantiene che la Beata Vergine mediante un privilegio speciale di Dio, poteva evitare tutti i peccati, anche veniali, durante tutta la Sua vita. Così che può essere applicata a Lei la frase del Cantico dei Cantici: Tutta bella sei tu, o mia diletta, e macchia non è in te (Ct.4,7).

Venerdì 8 dicembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare anche perché sia sventata la tremenda introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. 
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 

Per la nostra formazione, leggiamo una Lettera apostolica Ineffabilis Deus di Papa Pio IX. Proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 7 dicembre 2017

Il teologhese rahneriano, tra “soggettivalità” e “autocomunicazione graziosa” di Dio - Silvio Brachetta

Questo di Rahner, qui proposto, è solo un piccolo carotaggio di un panorama ben più vasto, a cura di teologi o studiosi che hanno visto nel parlare difficile e contorto un bene per la Chiesa militante e trionfante. Da più di mezzo secolo i contenuti della fede, proprio a seguito di queste forme letterarie spurie, si sono fatti vaghi, equivoci, nonostante il magistero (specialmente pontificio) abbia cercato di mantenere uno stile semplice e comprensibile.

* * *
Vittorio Messori narrava del suo incontro con il teologo Karl Rahner e di come questi volesse «rileggere tutte le verità di fede “in modo nuovo, più semplice, più consono all’uomo del nostro tempo”» (La sfida della fede, Sugarco, 2008).
Ecco come Rahner definisce il concetto di «miracolo», nel suo Corso fondamentale sulla fede(Edizioni Paoline, 1984): «Il miracolo si ha laddove, per lo sguardo dell’uomo spirituale, aperto al mistero di Dio, la concreta configurazione dell’evento è siffatta che ad essa è direttamente partecipata quell’autocomunicazione divina che egli sperimenta già sempre nella sua esperienza trascendentale della grazia in maniera istintiva e che, d’altro canto, si manifesta proprio nel miracolo e così si testimonia come autocomunicazione».

I 5 Dubia dei 4 Cardinali sono ormai superati. Il papa ha risposto codificando l'errore.

I Dubia dei 4 Cardinali sono superati [quanto meno il dubium n.1], nel senso che Papa Francesco ha dato la risposta facendo dichiarare "magistero autentico" l'interpretazione eterodossa dei vescovi argentini al famoso passo di Amoris Laetitia, da lui a suo tempo approvata con una lettera privata agli stessi (no hay otras interpretaciones, vi ha scritto). 

Ora, quest'approvazione del Papa diventa da privata pubblica ossia ufficiale, ed equivale ad una interpretazione autentica (dato dallo stesso legislatore). Poiché al magistero autentico, ci viene ricordato, dobbiamo dare l'assenso della nostra volontà e del nostro intelletto, ne risulta che noi fedeli dobbiamo (dovremmo) adesso considerare dottrina autentica della Chiesa una dottrina falsa, sacrilega, promotrice di eresie se non eretica, come quella che sostiene potersi in certi casi amministrare la S.Comunione a divorziati risposatisi conviventi e praticanti ossia a persone che restano sempre e coscientemente nel peccato di adulterio, fornicazione e concubinaggio.

A questo punto, il card. Burke e il card. Brandmueller sanno certamente quello che devono fare, se vogliono tener fede al loro ripetuto impegno di difendere la retta dottrina della fede, per la salvezza delle anime: alzarsi in piedi e denunciare apertamente lo scandalo inaudito di un Papa che si è messo ad autorizzare ufficialmente il peccato.
Se non altro, ora, l'appiglio giuridico c'è.

mercoledì 6 dicembre 2017

Alcune notazioni sulla pubblicazione negli AAS dei criteri interpretativi dell'AL dei vescovi argentini e della lettera papale

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Ha fatto scalpore la pubblicazione negli Acta Apostolicae Sedis dei Criteri fissati dai vescovi argentini per l'interpretazione del'AL insieme alla Lettera papale di approvazione [qui - qui]. Ne abbiamo dato notizia e discusso qui.
Ora, leggo un interessante articolo [qui] nel quale già alcuni mesi fa, lo scorso agosto, il canonista Edward Peters, argomentando sulla pubblicazione sul sito vaticano della lettera di Bergoglio ai vescovi argentini e dei Criteri da loro fissati per l'interpretazione di Amoris Laetitia, aveva affermato [traduzione nostra]:
Da oltre un secolo Acta Apostolicae Sedis, rivista mensile sottoscritta da pochi al di fuori delle cancellerie diocesane e delle accademie ecclesiastiche, è il veicolo quasi esclusivo per la pubblicazione dei documenti ufficiali e vincolanti della Santa Sede. La pubblicazione di questi documenti sul sito del Vaticano canonicamente non significa nulla. Non mancano diverse pubblicazioni importanti attribuibili alla Santa Sede e/o allo Stato della Città del Vaticano (L'Osservatore Romano, Communicationes, Enchiridion Vaticanum, Insegnamenti degli ultimi papi, ecc.), alcune delle quali riportano documenti canonicamente e magistralmente significativi in ​​una varietà (e talvolta confusione) di formati. Mentre la selezione di queste fontes essendi e fontes cognoscendi è roba da professionisti, oggi la nostra attenzione è focalizzata sui punti chiave del codice di diritto canonico, su alcune disposizioni molto importanti in esso presenti, e in particolare su dove le leggi e le norme per l'attività pastorale sono stabilite in modo autorevole. E questo, cari miei, non è il sito del Vaticano "And that, folks, is not the Vatican website".

martedì 5 dicembre 2017

6 dicembre. Santa Messa tradizionale a Ferrara

Domani 6 Dicembre 2017 alle ore 09:00 presso la Chiesa di S. Maria dei Servi (ex-Orsoline), Via Cosmé Tura angolo Contrada della Rosa, sarà celebrata una S. Messa in Rito Antico nella Festa di S. Nicola di Bari (Myra), Vescovo e Confessore, protettore dei barcaioli, per iniziativa dell’Associazione Sportivo-Culturale, I barcar ad puatèl (i barcaioli del Po di Primaro-Ferrara, sezione di voga veneta del Canoa Club Ferrara) in onore del loro Santo Patrono.

La S. Messa apre le iniziative del III Raduno remiero ferrarese, come potrete vedere nel volantino in allegato. 
(cliccare sull'immagine per ingrandire)

I cattolici saranno giudicati da Dio per non aver chiesto al Papa di porre fine alla confusione

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews" - 27 novembre 2017.
Mons. Athanasius Schneider sostiene i cattolici tradizionali, compresi gli aderenti alla Fraternità di San Pio X. Insieme ai vescovi del Kazakistan, è stato tra i primi a rilasciare una dichiarazione di resistenza agli errori di Amoris Laetitia [qui - qui] e, al pari del card. Burke, si distingue per la sua infaticabile evangelizzazione itinerante in tutto il mondo.

Uno dei vescovi più chiari ed espliciti del mondo riguardo all'attuale crisi nella Chiesa ha detto che Dio chiederà conto nel giudizio finale ai cattolici del nostro tempo che hanno ignorato la crisi perché non hanno chiesto al Papa di porre fine alla confusione nella Chiesa.
Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana in Kazakistan, in un'intervista rilasciata a Michael Matt del giornale "The Remnant"(1) afferma che "i veri amici del papa" sono i cardinali, vescovi e laici "che esprimono pubblicamente la loro preoccupazione per le questioni molto importanti sullo stato di confusione nella Chiesa. Essi sono realmente amici del Papa".
Ha definito le preoccupazioni e il chiedere chiarezza, "un atto di carità verso il Papa". Ha aggiunto di esser convinto che quando il Papa affronterà il suo giudizio davanti a Dio, "sarà grato a quei cardinali, vescovi e laici che lo hanno invitato a offrire chiarezza".

Con chi vogliono stare Bergoglio e la Nuova Chiesa? Con Dio o con Baal? - Danilo Quinto

Davanti al consiglio supremo «Sangha» dei monaci buddisti, Bergoglio ha dichiarato: «Le tradizioni spirituali indicano che esiste una via per la guarigione. Non solo in Myanmar, ma in tutto il mondo le persone cercano la comune testimonianza da parte dei leader religiosi. Dobbiamo parlare con una sola voce per pace, rispetto della dignità umana e giustizia per ogni uomo e donna».
La pace che possono predicare le tradizioni spirituali, non è la pace che dà Cristo. La comune testimonianza dei leader religiosi per quanto riguarda i credenti in Cristo è simile ad una riunione al circolo del bridge. Dignità umana e giustizia per ogni uomo e donna sono parole al vento se non viene predicata la conversione e la salvezza delle anime.

lunedì 4 dicembre 2017

L'Avvento è tempo di silenzio... Il Cielo presente sulla terra

L’Avvento è chiamato “tempo silenzioso” – “staade Zeit”. La natura fa una pausa; la terra è coperta dalla neve; non si può lavorare, nel mondo contadino, all’esterno; tutti sono necessariamente a casa. Il silenzio della casa diventa, per la fede, attesa del Signore, gioia della sua presenza. E così sono nate tutte queste melodie, tutte queste tradizioni che rendono un po’ – come è stato detto anche oggi – “il cielo presente sulla terra”. Tempo silenzioso, tempo di silenzio. Oggi l’Avvento è spesso proprio il contrario: tempo di una sfrenata attività, si compra, si vende, preparativi di Natale, dei grandi pranzi, eccetera. Così, anche da noi. Ma, come avete visto, le tradizioni popolari della fede non sono sparite, anzi, sono state rinnovate, approfondite, aggiornate. E così creano isole per l’anima, isole del silenzio, isole della fede, isole per il Signore, nel nostro tempo, e questo mi sembra molto importante. E dobbiamo dire grazie a tutti coloro che lo fanno: lo fanno nelle famiglie, nelle chiese, con gruppi più o meno professionali, ma tutti fanno lo stesso: rendere presente la realtà della fede nelle nostre case, nel nostro tempo. E speriamo che anche in futuro questa forza della fede, la sua visibilità, rimanga ed aiuti ad andare avanti, come vuole l’Avvento, verso il Signore…
(Benedetto XVI, dal “Discorso dopo l’Oratorio natalizio delle Alpi e proiezione del film “dal cielo in terra” offerti dalla Bayerischer Rundfunk”, 02 dicembre 2011 – Sala Clementina)

Ahi serva Italia, di dolore ostello

Considerazioni amare, ma ahimè quanto vere! Non per piangerci addosso. Ѐ che per reagire bisogna guardare in faccia la realtà. Se i frutti vengono mancare conserviamo i semi e distribuiamone il più possibile. Ma nonostante tutto sacche di eccellenze si incontrano tutti i giorni anche se, purtroppo, a macchia di leopardo.

Durano sempre meno i matrimoni degli italiani e figliano sempre meno, vanno via sempre di più dall’Italia e dipendono sempre più da smartphone e affini.

Ma la politica italiana si aggira come una iena tra i morti, s’intrattiene intorno all’eutanasia e si dedica nel fine-legislatura al fine-vita, col biotestamento.

Allegria.

Non dirò come Salvini che bisogna occuparsi dei vivi più che dei morenti. Noto soltanto che brutta aria, che clima malato, si respira in un paese in ritirata dalla vita, dalla nascita, da se stesso. Un paese che riesce a progettare qualcosa solo in relazione alla morte.

domenica 3 dicembre 2017

Trieste 21 dicembre 2017, Santa Messa in suffragio del Card. Caffarra

Trieste, Santa Messa suffragio card. Carlo Caffarra 21/12/17 ore 18:30 chiesa della Beata Vergine del Soccorso (Sant’Antonio Vecchio).
Giovedì 21 dicembre, presso la chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Soccorso (Sant’Antonio Vecchio), piazzetta Santa Lucia 2, Trieste, sarà celebrata alle ore 18:30, secondo la forma straordinaria del Rito Romano, Santa Messa in suffragio dell’anima del defunto Eminentissimo Cardinale Carlo Caffarra, Principe di Santa Romana Chiesa, Arcivescovo emerito di Bologna e primo Presidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia.

Celebrerà il M.to Rev. parroco don Paolo Rakic, l’Orazione funebre sarà tenuta dal Rev. Sac. don Samuele Cecotti.
Il coro accompagnerà l’azione liturgica con la Messa da Requiem di Perosi, all’organo il m° Cossi.
Quanti desiderano pregare per l’anima del grande Pastore e teologo cattolico, coraggioso e strenuo difensore della santità del matrimonio, sono invitati ad assistere alla Santa Messa di suffragio ed ad unirsi spiritualmente al Santo Sacrificio Eucaristico offerto a Dio per il defunto Cardinale.  

Religione dell'Incarnazione. Un fatto, un luogo, dei volti.

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno X n° 12 - Dicembre 2017

Il grande Cardinale Newman ha scritto che se gli avessero domandato di scegliere una dottrina come base della nostra fede cattolica, avrebbe senz'altro scelto la dottrina dell'Incarnazione:
“Io direi, per quanto mi riguarda, che l'Incarnazione è al cuore del Cristianesimo; è di là che procedono i tre aspetti essenziali del suo insegnamento: il sacramentale, il gerarchico e l'ascetico.”
Il Figlio di Dio ha unito la sua natura divina alla nostra natura umana affinché, come dice la preghiera dell'offertorio della messa, “possiamo divenire partecipi della sua divinità”.

In questo “divenire partecipi della sua divinità” c'è tutta la vita cristiana. Siamo stati chiamati alla vita, siamo stati afferrati dalla Grazia Santificante dal giorno del nostro Battesimo, ci impegniamo in una vita ascetica per seguire la volontà di Dio, proprio per “divenire partecipi della sua divinità”: è la vita soprannaturale; è questo il dono di Dio per noi, è questo il nostro destino.

sabato 2 dicembre 2017

Roma 8 dicembre. Grande fiaccolata «aux flambeaux»

A Roma, sulla Via del Corso, GRANDE PROCESSIONE in onore dell’IMMACOLATA
presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Gerhard Ludwig Müller
8 dicembre 2017, ore 19:00

GRANDE FIACCOLATA « aux flambeaux » sulla
Via del Corso, davanti al Pantheon e fino a piazza della Minerva

Ore 19:00 partenza dalla chiesa di Gesù e Maria al Corso
(Via del Corso, 45)

Ore 20:00 arrivo alla Basilica di Santa Maria sopra Minerva

Conclusione con la Solenne Benedizione Eucaristica

Le immagini sono della processione dell’8 dicembre dell’anno scorso, presieduta da S.E.R. Mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia.


“Comprendere Medjugorje" di D. A. Foley. Metodi e contenuto. La relazione di Andrea Sandri alla FTL

Ancora da Vigiliae Alexandrinae.

Il 13 novembre 2017 a Lugano presso la Facoltà Teologica e, il giorno successivo, a Seregno, presso la Sala Civica “Monsignor Gandini”, a cura del Circolo Culturale Card. J.H. Newman, è stato presentato il libro di Donal Anthony Foley, Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso? (Cantagalli, Siena 2017). In entrambe le occasioni il pubblico ha potuto ascoltare le relazioni del Professor Dott. Manfred Hauke e del Dottor Andrea Sandri cui si deve la traduzione italiana del volume. A Lugano è intervenuto anche il Dottor don Giorgio Ghio. 
Dopo la relazione del Professor Hauke (qui) pubblichiamo, di seguito, la relazione di Andrea Sandri, Dottore di ricerca presso l'Università Cattolica di Milano e Presidente del Circolo culturale Cardinal John Henry Newman di Seregno.

Il libro, che qui si presenta, è la traduzione dell’originale inglese Medjugorje Revisited. 30 Years of Visions or Religious Fraud? di Donal A. Foley, pubblicato nel 2011 dalla casa editrice “Theotokos Books” di Nottingham, come seconda edizione aggiornata di Understanding Medjugorje: Heavenly Visions or Religious Illusion? (Nottingham, 2006). Del 2011 è anche l’edizione tedesca Medjugorje Verstehen. Himmlische Visionen oder fromme Illusion? (Dominus Verlag, Augusta 2011).
Si tratta di un testo frutto di una ricerca pluriennale condotta con metodo scientifico nella raccolta dei materiali e con un disciplinato senso della fede cattolica nel discernimento dei fenomeni. Come osserva nella Prefazione lo studioso italiano Marco Corvaglia – il cui sito www.marcocorvaglia.com è una delle principali fonti dello stesso Foley -, Medjugorje Revisited negli ultimi dieci anni, dal momento della pubblicazione della prima edizione inglese, è stato un importante segnavia per chi ha sentito la necessità di orientarsi criticamente nel complesso e intricato sviluppo complessivo del fenomeno di Medjugorje senza dover sin dal principio aderire ai praeambula di quello che negli anni sembra essersi strutturato come un culto parallelo e, talvolta alternativo, alla religione cattolica.

venerdì 1 dicembre 2017

Il card. Burke: puntualizzazioni varie e la 'correzione formale' che non si sa quando e come verrà

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Traduciamo, da un articolo apparso sul numero del 1° dicembre del Catholic Herald [qui], un'intervista che ci fornisce alcuni aggiornamenti rispetto alle dichiarazioni, anche recenti, che il card. Burke non ha mancato di rilasciare a vari media, da noi puntualmente registrate.
L'intervistatore, Paolo Gambi, redattore del Catholic Herald ha incontrato il cardinale nell'imminenza del primo anniversario dei Dubia, in occasione di una celebrazione [qui] nella Basilica di Sant'Apollinare in Classe a Ravenna, organizzata dal Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum e dall'Associazione culturale San Michele Arcangelo (immagine a lato). Di seguito trovate domande e risposte dalle quali notiamo che il cardinale ribadisce alcune affermazioni dottrinali (peraltro abbastanza deludenti su una questione seria come la liturgia e la gravità rappresentata da ciò che la minaccia) ma resta ancora abbottonato sulla 'correzione formale' sulla quale al momento non si riesce ad ottenere di più mentre emerge con sempre maggiore evidenza come non possa riguardare solo l'AL. In ogni caso penso che ormai non è più tempo di interviste.
Aggiornamento: Leggo ora una dichiarazione riportata da Il Giornale che spiega l'impasse e mostra tutta la difficoltà del momento:  «Non penso che ci siano dubbi riguardo quello che penso, ma allo stesso tempo si deve avanzare la causa della Verità come dice San Paolo: Combattere la buona battaglia con giudizio e rispetto. Se qualcuno ha l'impressione che io stia difendendo la Verità troppo lentamente deve tenere in considerazione che la situazione è delicata. Io non vorrei mai far parte di uno scisma. Alcuni dicono: C'è già uno scisma non dichiarato. Ecco, io devo stare attento a non contribuire a una tale situazione».

Eminenza, lei ha recentemente definito i nostri tempi "realisticamente apocalittici". E ha aggiunto che "la confusione, la divisione e l'errore" all'interno della Chiesa cattolica provenienti da "pastori" anche ai più alti livelli indicano che noi "potremmo essere" alla fine dei tempi. Ci aiuterebbe a capire cosa intendeva con questo?

Fino a quando nella Chiesa il fumo dell'ambiguità offuscherà la limpidezza della verità?

Scrive un lettore che la lettera di approvazione di Francesco ai vescovi argentini è stata pubblicata in maniera ufficiale negli Acta Apostolicae Sedis del 2016. E  aggiunge: Ergo è magistero. Ed è questa la vera risposta ai Dubia! Riceviamo inoltre via mail l'immagine dalla quale (a lato) ho ritagliato il titolo dell'allegato all'Epistula Apostolica, anch'esso reso pubblico.
Oggi apprendiamo dal sito Stilum Curiae che la pubblicazione della lettera sugli Acta è corredata da una breve nota del Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, che con un “Rescriptum ex audientia SS.mi” del giugno 2017 dà notizia che il Pontefice stesso vuole che i due documenti – le linee guida e la lettera – siano pubblicate sul sito elettronico degli Acta Apostolicae Sedis.
Del tutto evidente l'espediente. peraltro anomalo (l'anomalia è la prerogativa di questo pontificato) di conferire una patina di ufficialità ad un documento indirizzato a un membro di una conferenza episcopale, mentre non c'è alcuna risposta per i Dubia dei cardinali e per le innumerevoli lettere, petizioni e altre iniziative di studiosi, teologi e semplici fedeli disorientati dalla voluta ambiguità del documento. [vedi indice articoli dedicati alla questione].
Come non scandalizzarsi per la forzatura arbitraria e per la malsana comunicazione indiretta, al fine di ottenere il religiosum obsequium ad uno pseudo-magistero in quanto espresso in forme oblique e ambigue?

giovedì 30 novembre 2017

1 dicembre 2017. Continuiamo l'operazione 'Assalto al cielo' col Card. Burke

Rimaniamo fedeli a questa esperienza forte di preghiera che ci vede uniti già da oltre un anno. E intensifichiamola, soprattutto in relazione alle recenti vicende che vedono il nostro Cardinale, impegnato a riaffermare con parresìa l'insegnamento costante della Chiesa. Ricordiamo che quest'anno ricorre il centenario delle apparizioni di Fatima.
Chi è interessato può consultare i precedenti a partire da qui.

Domani, venerdì 1° dicembre, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa alle h 7:00am a Roma, presso la sua Cappella privata, e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera. 

Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. Gli oltre 100.700 Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.
Quando direte il vostro Rosario, ricordate di pregare per le intenzioni di tutti i Guerrieri del Rosario, così come loro pregano anche per le vostre.
« Il potere del Rosario è superiore ad ogni descrizione! » affermava l'Arcivescovo Fulton Sheen. Usate dunque questa preghiera potente per prendere d'assalto il Cielo e rivolgere a Dio e alla Benedetta Vergine Maria le seguenti intenzioni:

6 dicembre Santa Messa tradizionale a Venezia

Mercoledì 6 dicembre 2017 - ore 11
S. Messa cantata in rito antico
nella Festa di S. Nicola da Myra, vescovo e confessore
Chiesa di S. Nicolò del Lido di Venezia
ove si custodiscono le Reliquie del Corpo del Santo

La S. Messa è organizzata dalla direzione del sito "Traditio Marciana"
Il canto è a cura del gruppo stabile "S. Canziano" di Padova
_______________________
Indicazioni di mezzi per raggiungere la chiesa:
Vaporetto linea 5.1 (alle 9:44 dalla Stazione "C" e alle 9:48 da P.le Roma "E") oppure linea 6 (alle 9:59 da P.le Roma "E") fino alla fermata "Lido S. Maria Elisabetta" (circa 35 minuti)
Autobus linea "A" da S. M. Elisabetta (alle 10:30 o alle 10:50) fino alla fermata "S. Nicolò Chiesa" (la 8a fermata, circa 9 minuti)

Bergoglio in Myanmar: le parole del Buddha offrono "a ciascuno di noi una guida"

Il 29 novembre a Yangon, durante il suo viaggio apostolico in Myanmar, presso il tempio birmano Bergoglio ha incontrato il consiglio supremo «Sangha» dei monaci buddisti. Nel suo discorso ai monaci ha lodato il Buddha e san Francesco di Assisi, ma ignorato Cristo. Parla di una via senza alcun riferimento all'Unico - Via Verità e Vita che sono inscindibili - il nostro Signore Gesù Cristo. Di fatto ha espulso il Sacrificio e il dono di sé il cui frutto è la salvezza, di cui i valori che enumera non sono altro che conseguenze e senza il quale nulla possono le volontà umane. Colui che dovrebbe confermare nella fede i cristiani, afferma infatti:
Sulla base delle nostre rispettive tradizioni spirituali, sappiamo che esiste una via per andare avanti, una via che porta alla guarigione, alla mutua comprensione e al rispetto. Una via basata sulla compassione e sull’amore. 
Ha espresso "stima per tutti coloro che vivono in Myanmar in accordo con le tradizioni religiose del buddismo", aggiungendo : "Attraverso gli insegnamenti del Buddha e la testimonianza dedita di così tanti monaci e monache, il popolo di questa terra si è formato nei valori della pazienza, tolleranza e rispetto per la vita". E la convinzione che le parole del Buddha offrano "a ciascuno di noi una guida" per "superare la rabbia con la non-rabbia" e "il malvagio con la bontà"...
Che dire se non che siamo di fronte all'ennesimo rinnegamento di ciò che è la nostra Fede, che è in una Persona umano-divina, Unica e insostituibile?