sabato 12 agosto 2017

Parolin: un viaggio in Russia per rafforzare i ponti tra Est e Ovest

Comincia a intravedersi in Vaticano qualche spiraglio di saggezza?

CITTÀ DEL VATICANO «In questo momento storico, nel quale assistiamo ad un aumento di tensioni e conflitti in varie parti del mondo, la pace costituisce per papa Francesco e per me personalmente una priorità chiara e inderogabile». Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, misura con attenzione le parole. Nel pomeriggio del 20 agosto, il più stretto collaboratore del pontefice volerà in Russia e vi resterà fino al 24. «La visita, in considerazione anche degli inviti formulati dalle autorità civili ed ecclesiastiche del Paese, era allo studio già da qualche tempo».

Eminenza, è confermato che vedrà sia Vladimir Putin sia il Patriarca Kirill?
«Sì, salvo imprevisti dell’ultimo minuto sono in programma incontri sia con il presidente della Federazione Russa sia con il Patriarca di Mosca. L’agenda prevede colloqui anche con altri alti rappresentanti dello Stato e della Chiesa ortodossa russa».

Perché questa visita?
«La Santa Sede, come è noto, nutre uno speciale interesse per la vasta zona orientale dell’Europa, che, oltre a vantare ricche tradizioni culturali e religiose, ha un ruolo da svolgere alla ricerca di una maggiore stabilità del Continente e di una maggiore unità, incluse le relazioni tra Est ed Ovest. Dopo il periodo della contrapposizione ideologica, che ovviamente non può svanire del tutto dall’oggi al domani, e nei nuovi scenari aperti dalla fine della Guerra fredda, è importante che si approfitti di ogni occasione per incoraggiare il rispetto, il dialogo e la collaborazione reciproci, in vista della promozione della pace. In questo senso, dopo le visite che ho compiuto finora in altri Paesi della regione, accompagnando innanzitutto il Santo Padre Francesco nei viaggi apostolici, e che mi hanno portato dalla Bielorussia, al Caucaso e ai Paesi Baltici fino all’Ucraina un anno fa, avrò per così dire l’opportunità di completare il quadro con la visita in Russia. Come in occasioni simili, mi permetterà di manifestare la vicinanza spirituale del Papa alla comunità cattolica locale e di incontrare le più alte autorità russe per colloqui su tematiche bilaterali ed internazionali, senza dimenticare anche i contatti a livello ecumenico». [...]

Siete preoccupati della tensione crescente tra Russia e Usa?
«Nutro la fiducia che entrambe le parti sapranno agire con la dovuta responsabilità per evitare l’aumento della tensione, disposte pure a riconoscere gli eventuali errori che abbiano potuto essere all’origine di tale situazione. Sarebbe drammatico che non si facesse nulla a questo rispetto e, di conseguenza, le relazioni si deteriorassero ulteriormente. Ritengo altresì importante il ruolo delle Chiese e delle società civili nell’incoraggiare ogni iniziativa che consenta di rendere più positiva l’atmosfera generale».

Quale sarà il tema dell’incontro con il Patriarca Kirill?
«Andrò a Mosca nella veste di collaboratore di papa Francesco, per cui al patriarca Kirill porterò, prima di tutto, il suo saluto cordiale e fraterno. Immagino, inoltre, che l’incontro non mancherà di offrire l’occasione per soffermarci sull’interazione tra le Chiese e tra queste e la società in merito ai grandi temi spirituali, culturali e politici di oggi. Da questo punto di vista, è importante cercare modalità positive ed aperte per continuare a tessere le relazioni inter-ecclesiali e contribuire costruttivamente, da parte delle Chiese, alla soluzione dei complessi problemi che travagliano e sfidano l’umanità. È mia viva speranza, quindi, che l’incontro potrà servire per una sempre maggiore conoscenza, stima reciproca e collaborazione tra cattolici ed ortodossi».

È possibile un viaggio di Francesco in Russia? La sua visita in qualche modo lo prepara?
«Dagli scopi della mia visita esula quello della preparazione di un eventuale viaggio del Santo Padre Francesco in Russia. Auspico, tuttavia, che essa, con l’aiuto di Dio, possa offrire qualche contributo anche in questa direzione».

24 commenti:

Rr ha detto...

Il prossimo Papa ?
Se fosse, mia madre l'avrebbe indovinato all'atto della sua nomina.

Anonimo ha detto...

Tre domande a chi se ne intende di più:
-il Card. Parolin è di solida dottrina?
-è chiacchierato per far parte di qualche partito o cordata ecclesiale?
-in che rapporto sta con i suoi predecessori nel ruolo che attualmente ricopre?

Anonimo ha detto...

Circa la riforma, il cardinal Parolin ricorda le «varie decisioni» che già ci sono state nella Curia romana per quanto riguarda la dimensione strutturale e rammenta che «il Papa insiste sulla riforma del cuore».

La Chiesa in cammino e sinodale «è un cammino progressivo, un cammino che, potremmo dire, ha avuto il suo inizio con il Concilio Vaticano II, di cui papa Francesco vuole essere colui che lo continua nella sua applicazione nella vita della Chiesa» afferma il segretario di Stato vaticano. «E proprio perché la Chiesa è in uscita verso Gesù Cristo - aggiunge - riesce anche ad accompagnare la gente, ad incontrare la gente, ad accompagnare la gente nella sua realtà di ogni giorno. Questo mi pare molto importante e mi pare che questo cammino va fatto insieme. Ecco la sinodalità! La Chiesa in cammino va fatta insieme, ma sotto la guida dello Spirito Santo».
(da Avvenire)

Anonimo ha detto...

http://it.radiovaticana.va/news/2015/12/01/parolin_alla_cop21_%C3%A8_tempo_di_un_accordo_globale_sul_clima/1191119

Anonimo ha detto...

L'aria che tira a cavallo del trentottesimo parallelo dell'emisfero nord, a quelle longitudini in cui la Cina e la Russia confinano con la Corea del Nord e il Giappone si affaccia alla Corea del Sud (specchiandovisi l'abbondante presenza statunitense in entrambi), richiede attualmente a tutti i responsabili umiltà, discernimento e tanta grazia divina per sfuggire alle tentazioni più diaboliche.
Ogni parola non ispirata dall'umiltà (e disponibile all'umiliazione) può far da detonatore in un'area che può scaricare più energia di una faglia a forte rischio sismico.

Chiediamo al Signore Gesù, per intercessione della Madre, Regina della pace, che la Chiesa sappia esercitare il ruolo difficile di chi sa porsi con umiltà e fermezza di fronte ai poteri del mondo, comunque soggetti a quel principe, piuttosto di farsi essa stessa mondo, inseguendo criteri variamente vantaggiosi nel ritagliarsi un ruolo che piace, appiattendosi su quelle misure e cessando di fatto d'essere lumen gentium, malgrado lo voglia.

Chiediamo al Signore Gesù che il rischio che corre l'umanità sia letto non solo come scontro secolare di interessi, ma alla luce dell'escatologia, confidando davvero nell'aiuto del Cielo e mettendo chi è in grado di ascoltare di fronte al giudizio di Dio.

Sappia la diplomazia vaticana essere interprete di questa sapienza, per il bene dell'umanità, che non è quello di avere idee (o ideologie) da vendere rendendo culto all'uomo (e magari a supporto di un uomo con certe fisse), ma di rendere culto a Dio annunciando Cristo via, verità e vita, smascherando il falsario e l'omicida.

Aged parent ha detto...

I sincerely wish it was another, better Pope than Francis who would undertake a visit to Russia, and a better representative of the Church than Parolin to achieve that. These are the worst of times in the Church and the Church's leaders now are a sorry lot unworthy of their positions - especially on so delicate a mission as a meeting in Russia with the Orthodox.

Please God that He will give us another (and holier) Pope before such a trip can be realized.

Anonimo ha detto...

Sempre è un personaggio in cui prevale l'aspetto politico su quello della fede. Bergoglio faceva i giochi di Obama, questo o un altro faranno i giochi di Trump. Poiché è dal dopoguerra che i papi fanno la politica degli Stati Uniti. La Chiesa Cattolica non si risollevera' finché non verrà un papa chr guardi solo alla "politica" di Gesù Cristo e si affranchi da questo squallido cesaropapismo.
Lucis

Anonimo ha detto...


Cosa conta oggi il Vaticano, politicamente? Nel mondo, zero

A livello internazionale, presso le grandi potenze, niente, in termini reali. Solo in Italia ancora sembra contare parecchio. Pare che il premier Gentiloni, catto-comunista o giù di lì, abbia incontrato privatamente il Papa (CdS) per avere in sostanza la sua approvazione alla nuova politica verso la "migrazione", ancora insufficiente, ma che comunque sta mostrando un minimo di fermezza e comincia a dare qualche risultato.
La missione di Parolin a Mosca non sembra del tutto chiara, quanto ai suoi precisi scopi. Si ha l'impressione di un certo velleitarismo. Del resto, l'impressione è che si siano messe in moto forze difficilmente controllabili. Ci sono troppi focolai di crisi, tutte gravi, che nessuna grande potenza sembra in grado di risolvere, dato che sembra impossibile un'intesa comune tra di loro: il Medio Oriente e l'Africa che ci invade, l'Ucraina e adesso la Corea del Nord.

La volontà della Corea del Nord di entrare nel club delle grandi potenze grazie ai suoi missili intercontinentali capaci di testate nuclerari, appare ferrea e determinata. Praticamente ci sono già riusciti. Bisogna vedere se si fermeranno qui. Forse gli basterà, forse no. Trump ha le mani legate, nel senso che ogni rappresaglia americana ad un attacco coreano (come quello minacciato contro Guam) potrebbe provocare un immediato e massiccio attacco terrestre nordcoreano contro il Sud , la cui capitale Seul, megalopoli di 10 milioni di abitanti a 40 km dal confine, è praticamente indifendibile. Però, se davvero la Corea tira i missili (non atomici) su Guam, l'America una rappresaglia la deve fare,
in termini convenzionali.
Di fronte alla superiorità in artiglieria, carri etc. del Nord, che sulla carta appare schiacciante, i Sudcoreani e gli americani lì presenti potrebbero cavarsela solo usando le atomiche tattiche, che forse possiedono anche i Nordcoreani.
Una prospettiva spaventosa. Per promuovere la pace, il Papa farebbe forse meglio a cambiar tono con la c.d. emigrazione, invitando ciascuno a starsene a casa sua, senza invadere quella degli altri. Dovrebbe cominciare a sgonfiare le irrazionali attese messianiche di tutte queste popolazioni finte disperate, che hanno capito di poterci invadere sin qui impunemente. Z.

Luisa ha detto...


Secondo il card. Barbarin intervistato dal giornale LE Monde :

Jorge Bergoglio :" cerca di farci uscire dal permesso e dal proibito"

Aggiunge che vuole ringraziarlo perchè, a proposito dell`AL e della Comunione ai divorziati risposati, quel che ha scritto è quel che i sacerdoti già facevano nelle loro parrocchie....
¨
E dice ancora, copiando Schönborn, che il papa ha uscito la dottrina dai suoi vincoli(carcan) regolamentari...senza modificarla.

Mentono sapendo di mentire, e non si vergognano, Barbarin ammette che già si andava contro la dottrina e il Magistero ma non ha scrupoli nel dire che la dottrina non è cambiata.
Ci prendono per i fondelli.

tralcio ha detto...

Gesù non è banalmente "contro la legge", ma dice che a salvare non è la legge (e tanto meno ci salva il fare il contrario di quel che dice la legge).
La prospettiva di osservazione è infatti quella della salvezza e non quella della mera pratica di regole: per salvarsi è necessario agire "nel nome dello Sposo".
Si negozia "terra" per guadagnare il Cielo: perciò è importante non ridurre la salvezza al fare e bisogna vigilare sulla possibilità di praticare la virtù senza vantaggio e persino a nostro danno come succederebbe a chi praticasse il bene per il bene e non per Cristo.
Tanta carità filantropica vuole esser vista dal mondo; tanta ideologia misericordista è talmente sbandierata da manifestare più vanità che grazia; il dialogo con il mondo è un inno al mostrarsi aperti invece di tendere ad adorare Dio e annunciarne la Verità.
La legge non salva (di per sé) perché sotto l'apparenza possono esserci più sostanze.
La legge va praticata senza fermarsi ad essa. Il paradosso di molti chierici cattolici è di aver demonizzato la legge (che Dio ha stabilito per rendere l'uomo più forte nella lotta contro il Maligno) minimizzando il peccato che tanto disturba il mondo. E si pensa di guadagnare la terra, dando per scontato che ci spetti di diritto il Cielo, trascurando proprio lo Sposo, cioè snobbando la prospettiva eterna della salvezza (pinzillacchere).
Le cinque vergini sagge che avevano olio e non l'hanno voluto condividere con le altre sono forse esempi di gretta chiusura e mancanza di carità? Viene il tempo in cui lo scendere a compromessi rispetto alla Verità produce solo mezze verità e spegne la luce a tutti.
Lo Sposo ha mancato di carità dicendo alle cinque vergini stolte (nota bene: erano vergini, avendo praticato la legge) un perentorio: "non vi conosco"?
La tragedia di molto cattolicesimo odierno è tutta qui. Non adora lo Sposo. Una buona azione non fatta nel nome di Cristo resta buona, ma non procura i frutti dello Spirito Santo che transustanzia le apparenze. E se non si crede alla trasformazione resta solo la gestione. Resta la politica, il dibattito parlamentare per riformare le leggi. Cambiando magari la forma, ma senza mai transustanziare il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue.
Ogni legge e ogni sacramento hanno per fine l'Eucaristia che conferisce la grazia.
La fede è riconoscere la presenza e la sovranità di Dio sul mondo, in Cristo, l'unico che salva. La fede fa vedere la realtà oltre l'apparenza e non usa la realtà per apparire.
Lo Spirito santo consacra la realtà sottraendola all'uso comune.
Oggi invece molti chierici desacralizzano... preferendo i beni effimeri a quelli eterni.

Anonimo ha detto...

http://www.marcotosatti.com/2017/08/13/pezzo-grosso-spara-alto-chiede-a-bassetti-dopo-il-discernimento-sui-migranti-la-testa-di-galantino/

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Che il Vaticano e i suoi abitanti possano rinsavire lo dubito fortemente, lasciatemelo dire..
C'è da pregare, molto.

Anonimo ha detto...

Visto che con la sua completa omologazione l'attuale Chiesa Cattolica è diventata una delle principali agenzie del Potere Globale c'è da sperare che i russi stiano molto attenti prima di concedere incauti accessi a eventuali Cavalli di Troia offerti. Inoltre la Chiesa Cattolica, in ossequio ai desideri obamiani/clintoniani d'oltre Atlantico, schierata saldamente con i russofobici polacchi, baltici ed ucraini risulta decisamente improbabile ed impresentabile in veste diplomatica ed imparziale.
Miles

Silente ha detto...

Possiamo dire che sia gli USA sia la Corea del Nord sono "rogue states" cioè "stati canaglia"?. Gli USA non avevano platealmente mentito sul possesso dell'Iraq di armi chimiche? E gli USA non difendono Israele che, in spregio a tutti i trattati, possiede circa 200 testate atomiche pronte a colpire tutti gli stati arabi? Perché quello che è concesso a Israele non è concesso alla Corea del Nord?

mic ha detto...

http://blog.messainlatino.it/2017/08/ogni-cristiano-e-spiritualmente-un.html

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Sarà che sono un bambinone caro silente ma mi vien da dire che Israele e USA hanno in comune una politica liberale che per quanto difettosa è sempre meglio del filocomunismo arabo e nordcoreano, inoltre le 200 testate se eventualmente mosse contro gli USA causerebbero seduta stante un conflitto mentre in chiave geopolitica il solo fatto di averle e di esser pronti a usarle in chiave anticomunista ha un peso non indifferente..

Anonimo ha detto...

Da qualche giorno lo Stato italiano si è deciso a ripristinare un minimo di legalità e qualche basilare controllo attorno alle operazioni delle imbarcazioni che portano da anni clandestini sulle nostre coste, e subito molte ONG cominciano a rinunciare ai "salvataggi in mare". A dimostrazione, ancora una volta, che avevamo ragione noi: l'invasione di immigrati non è mai stata un "fenomeno inarrestabile", ma un fenomeno voluto e incoraggiato dai governi di sinistra. Fortunatamente si avvicinano le elezioni e per qualche mese PD, Alfano e M5S dovranno far finta di voler contrastare l'immigrazione clandestina.

Anonimo ha detto...

Ogni Cristiano è spiritualmente un Vandeano? Pio IX diceva invece che ogni cristiano ben nato è « spiritualmente un semita » .

Anonimo ha detto...

Ma, come disse Pat Buchanan 'Il Congresso USA è militarmente occupato e soggetto ad Israele'.......più chiaro di così, poi corrono voci sul prossimo ritiro di Putin dalla scena e allora se sarà Ivanov, ne vedremo delle belle, o brutte, dipende dal punto di vista, il VERO nemico ombra è l'Iran, non la Corea per Usisrael, apposta spostano africani in Europa e s-vuotano il vicino oriente, per cancellare l' Iran e impadronirsi e della zona strategica, e del petrolio, per questo lasciano da 40 anni mucchi di rovine fumanti dietro di sé, dal Libano in poi e a farne le spese sono sempre e soltanto i Cristiani odiatissimi dagli israeliani, Ciccio bomba Kim tutt'al più infastidisce Giappone e Cina. il nostro conte presidente ha chiesto ed ottenuto un colloquio privato col vdr a S.Marta per avere il tacito consenso assenso sul falso contrasto all'invasione clandestina, si attendono esiti dalle elezioni europee, se Merkel sarà, Eurabia verrà.....e zitti. Lupus et Agnus.

Anonimo ha detto...


Perché la Corea del Nord i missili può tirarli e minaccia di tirarli sugli Stati Uniti, Israele invece no.

fabriziogiudici ha detto...

Parolin non mi piace per niente. È espressione dell'ala diplomatica del Vaticano e anche da quell'ala sono arrivati grandi errori (pensiamo solo alla Ostpolitik all'epoca dell'URSS). Dopotutto un diplomatico è tendente per natura al compromesso, come se già non bastasse questa tendenza tra i prelati moderni. Ricordo anche che Ratzinger aveva fortemente ridimensionato l'ala diplomatica, e chissà se poi pure quella non si è vendicata in qualche modo.

Non sono neanche convinto dei "ritorni all'ovile", nel senso che essi siano basati su vero convincimento; mi sembrano più che altro riposizionamenti per convenienza, visto che sul tema immigrazione la Chiesa si sta inimicando l'opinione pubblica (sia per motivi validi che per motivi non validi). E può entrarci anche il calo dell'8x1000.

Quello che mi pare evidente è che ci sono grandi movimenti. Credo che Socci ci abbia preso, se non altro perché appena lui è uscito con il suo primo pezzo tra i contrasti tra Parolin e Francesco su CruxNow (grande araldo bergogliano) è uscito un articolo intitolato grossomodo "Parolin è il braccio politico di Francesco".

Questi grandi movimenti mi interessano per due motivi: perché potrebbero portare ad una fine prematura del pontificato (chi di dimissioni ferisce, magari di dimissioni perisce) e soprattutto perché questi "partiti" curiali si muovono indipendentemente dal fronte strettamente progressista; potrebbero mandare a monte i piani - chiaramente già preparati - per una successione progressista a Bergoglio. Più si scombinano i piani umani, più si aprono spazi per l'azione dello Spirito Santo. Detta diversamente, il Padreterno spesso scombina i piani umani in preparazione al Suo intervento.

fabriziogiudici ha detto...

Alcune osservazioni su Israele, Corea del Nord e testate nucleari.

1. La prova che Israele abbia testate nucleari non c'è. Io sono personalmente convinto che ne abbia qualcuna, ma mi pare che ci sia un tassello che oggettivamente manca: dove avrebbe sperimentato quelle armi? Ogni stato con capacità nucleare conclamata ha effettuato almeno un esperimento sotterraneo; e non si possono fare di nascosto, specialmente a ridosso del Mediterraneo. Può essere che l'abbia fatto in qualche parte remota del mondo con l'appoggio logistico degli USA.

2. Ammesso che ce li abbia, non ha missili intercontinentali in grado di trasportarli. Non ce li ha perché le armi gli servono come deterrenti nei confronti dei vicini. Per questa mancanza di capacità oltre un teatro locale, l'arma nucleare israeliana è oggettivamente meno problematica.

3. Quando si parla di armi nucleari, si devono sempre considerare le strategie in gioco, ed è inevitabile far riferimento a quella di distruzione mutua assicurata; che è una buona assicurazione sul fatto che le armi non vengano mai usate. Abbiamo qualche decennio di Guerra Fredda che prova il suo buon funzionamento. Purtroppo, però, la strategia richiede un presupposto: che le parti in gioco siano razionali. Nonostante l'URSS fosse quella che era, non ci sono dubbi sul fatto che i suoi gerarchi agivano razionalmente. Lo stesso possiamo dire per la Cina, di ieri e di oggi. Idem per Israele (che oltretutto è molto debole sulla prospettiva di distruzione mutua assicurata, essendo - a differenza di tutti gli altri stati - molto piccolo territorialmente). È invece molto preoccupante vedere un'arma nucleare, corredata di capacità di lancio intercontinentali, a disposizione del rampollo di una dinastia di persone con evidenti disturbi psichici. Che inoltre hanno portato al parossismo la pratica delle purghe per assicurarsi fedeltà incondizionata da parte dei dignitari di corte.

Personalmente credo che la crisi atomica della Nord Corea sia notevolmente più grave di quella dei missili cubani. Tornando a considerazioni religiose, quello che mi pare clamoroso è l'assenza di ogni iniziativa di preghiera da parte della Santa Sede. Dopo quella clamorosa dell'autunno 2013, per evitare l'entrata diretta degli USA di Obama nel teatro siriano, non si è fatto più niente. Viene da pensar male.

RR ha detto...

Sig, Giudici,
basta leggre un qualsiais articolo su siti, anche semiufficiali, che trattano di armi, difese, strategie militari, ecc., e si viene a scoprire che il possesso di armi nucleari da parte d'Israele è un segreto di Pulcinella.

Anonimo ha detto...

https://magazinelavoixdedieu.wordpress.com/2017/08/14/4-eveques-disciples-de-larcheveque-marcel-lefebvre-font-une-consecration-de-la-russie/